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M5s, Di Maio: “Per i sondaggi noi a un passo da vittoria, è finita l’era dell’opposizione”

Chiusura della campagna elettorale in una Piazza del Popolo piena a metà per i Cinquestelle. Il candidato premier si rivolge ai giovani: “Dovete cambiare questo Paese”. Sul palco anche Grillo: “Periodo del Vaffa finito? Resta lo spirito del Movimento”. Raggi: “Domenica possiamo cambiare il mondo”. Casaleggio: “Noi controvento contro la Gomorra della politica”ROMA – L’ultimo giorno di campagna elettorale per M5s si è aperto con la voce di Beppe Grillo. E con la stessa voce si è chiusa. “Noi siamo il paradosso vivente della politica mondiale – ha detto prendendo la parola sul palco, in una Piazza del Popolo a Roma piena a metà per il comizio finale di M5s -. Siamo gli unici ad avere un leader, un programma, un’ideologia. Siamo diventati l’unico partito e gli altri si sono sciolti e trasformati tutti in movimento. È  fantastico. Possiamo cambiare veramente le cose, ma il cuore rimane. Dobbiamo ricordarci del nostro cuore”, ha urlato alla platea, quasi a volerla invitare a non perdere di vista i principi che hanno dato vita al Movimento. E ai sostenitori si è rivolto ironicamente: “Non vorrei creare qualche sofferenza qui… C’è o non c’è? Ha fatto un passo indietro o di lato? Non potevo non esserci. Zitti, sono l’Elevato! Noi siamo nati da un incontro tra uno che pensa e ragiona, Gianroberto, e un buffone”.

Elezioni, Grillo: “Con il cuore anche se andiamo al Governo. Rimarrà un vaffino nel taschino”

A quanti ritengono che il perodo del ‘Vaffa’ sia ormai concluso, il fondatore del Movimento replica: “Può darsi, perché quando c’era silenzio e non parlava nessuno, noi abbiamo gridato, avevamo rivendicato il nostro diritto al grido. Ma il Vaffa rimarrà, almeno una sua parte: sarà un ‘vaffino’, magari da attaccare al frigo. Perché la sfida della politica non è fare delle cose, ma non fare cazzate”. A chiusura del suo intervento, tra i più brevi della serata, Grillo ha scherzato: “Io voto Berlusconi perché ho una famiglia…una casa. Ma vedremo il 5 che fine faremo noi e che fine faranno loro”.

Quando ha preso la parola Luigi Di Maio dalla piazza è partito l’applauso, soprattutto quando il candidato premier ha detto: “Non vi posso parlare di sondaggi, ma mi vedete particolarmente sorridente perché ne ho appena visto uno che ci dà a un passo dalla vittoria. Possiamo vincere in tutti i collegi del Sud e in molti del Nord”, ha affermato. “Avremo un gruppo parlamentare tre volte più grande. Con noi finisce l’epoca delle poltrone e inizia quelle di chi nelle istituzioni lavora per i cittadini”.

Per gli avversari, ha sostenuto tra urla di sostegno, non c’è speranza: “Oggi il centrosinistra, o il presunto centrosinistra, è perso. Oggi Renzi ha detto che è disposto a farsi da parte, lo sanno già che è finita. Voi elettori potrete fare la differenza decidendo di dare il voto a chi ha già presentato una squadra di governo di persone giuste al posto giusto, oppure a quelli là che ci hanno già governato per 20 anni e hanno il coraggio di dire che vogliono cambiare l’Italia. Ma perché non l’avete cambiata in 20 anni?”. E ha attaccato, riferendosi agli altri partiti: “Hanno il coraggio di dire che sta aumentando l’occupazione giovanile, ma sono i giovani che se ne vanno da questo Paese ed escono dal computo dei disoccupati. Il 30% dei contratti a termine in questo paese durano un giorno”.

Rivendicando la scelta della presentazione della squadra dell’esecutivo prima delle urne, Di Maio ha ripetuto: “Ci dicono che i nostri ministri sono sconosciuti, lo sono perché non hanno mai detto sissignore a chi ha distrutto questo Paese”. Più tardi, nel corso di Porta a porta ha annunciato che la candidata M5s ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, sarà anche vicepresidente del Consiglio, ovviamente in caso di praticabilità di un governo a guida M5s.

Elezioni, Di Maio presenta il primo decreto legge: “Se al governo, lo approviamo in venti minuti”

“Da qui finisce l’era dell’opposizione e inizia quella del governo”, ha detto, annunciando che è già pronto il decreto “che il Consiglio dei ministri di M5S adotterà, in 20 minuti, se vinceremo le elezioni”. E i punti fondamentali sono “dimezzare gli stipendi parlamentari, togliere i vitalizi ai politici e il taglio di 30 miliardi di sprechi e degli privilegi da destinare a famiglie, a chi perde il lavoro e ai pensionati”.

Elezioni, Di Maio: “Stasera per M5s finisce era dell’opposizione e inizia quella del governo”

Infine si è rivolto ai giovani: “Siamo stati chiamati in tanti modi. Generazione y, millennials, tanti nomi perché in fondo chi ci guardava da fuori non ci ha mai capito. La realtà è che siamo la generazione del ‘nonostante tutto’. Perché noi siamo quelli che nonostante tutto ce la stanno facendo”.

Ma sul palco è salito tutto lo stato maggiore del Movimento. La prima era stata la sindaca di Roma, Virginia Raggi: “È emozionante essere qui, perché proprio qui un anno e mezzo fa ho chiuso la mia campagna elettorale ed è iniziato il nostro sogno. Abbiamo una sola possibilità di riscrivere la storia”.

“È controvento che siamo andati in questi anni, contro la Gomorra della politica e ciò che ha fatto male all’Italia”, ha detto Davide Casaleggio. “Siamo tantissimi tasti di una macchina da scrivere che sta scrivendo una storia bellissima”, ha proseguito il figlio del cofondatore di M5s, Gianroberto Casaleggio, citando Olivetti, come esempio di un solo uomo che può cambiare la storia, e ha ripercorso le cose fatte dal Movimento. “Oggi abbiamo una scelta tra la nebbia e il sole”. Arnaldo Zeppieri 

Elezioni, Casaleggio: “Siamo andati controvento, ora dobbiamo scegliere fra nebbia e sole”

Sul palco anche la candidata alle elezioni regionali, Roberta Lombardi: “Noi andremo a ricreare un’offerta sanitaria di prossimità basata sulle necessità delle persone. Non abbiamo legami con le lobby”. Di “nuovo umanesimo” ha parlato Roberto Fico: “Questa non è una rivoluzione solo politica ma è una rivoluzione umana”, ha detto citando alcuni capisaldi del Movimento: acqua pubblica, energie rinnovabili, periferie. È stato “l’ultimo intervento da parlamentare” quello di Alessandro Di Battista. Almeno per il momento, si è affrettato a specificare, perché “Luigi sa che sono a disposizione sempre per tutto il Movimento che per me è una seconda pelle”. Di Battista ha rivendicato il fatto di essere stato l’unico ad andare “ad Arcore per dire a Berlusconi quelli che nessuno a sinistra ha mai avuto il coraggio di dirgli”.

Beppe Grillo in mattinata era sceso in campo per lanciare un appello al voto e, insieme, attaccare Berlusconi, considerato l’unico ostacolo verso la vittoria: “Siamo rimasti soltanto noi e Forza Italia”, ha scritto sul suo blog.  “Luigi non può rifiutarsi, dovrebbe essere impossibile che l’Ex cavalier-badante sia lì… ma il Presidente tace, i giornalisti gli mettono dei cuscini sotto le chiappe, l’ex capo dell’ex Lega Nord si nasconde dietro quell’ologramma, l’ex sinistra è diventata la banca intorno a noi ed ha partorito una scialuppa di salvataggio capitanata da piagnucoloni e brontoloni”. E ha concluso: “Nelle stanze dei bottoni sono davvero disperati se contano su un pubblicitario da cassazione! Diamogli l’ultima spallata!”.

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