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M5S, appello di Di Maio per un nuovo governo: “Disponibili al confronto, i cittadini ci guardano”

Il leader Cinquestelle torna a parlare con un post su Facebook. Risponde alle parole di ieri del presidente Cei: “Di tutto per un esecutivo al servizio dei cittadini”. E insiste sul reddito di cittadinanza: “Lo faremo, abbiamo il mandato”. Boccia: “Trionfo M5s al Sud? La nostra Brexit. Non solo per il reddito di cittadinanza, ma un voto contro i partiti tradizionali”

In una fase in cui tutti i leader politici si esibiscono in mosse tattiche – in attesa che le manovre per la nascita di un nuovo governo entrino nel vivo – Luigi Di Maio lancia un nuovo chiaro appello per la nascita di un governo: “Noi siamo disponibili al confronto con tutti per far nascere il primo governo della Terza Repubblica, la Repubblica dei cittadini. Questa occasione non può essere persa. I cittadini ci guardano e pretendono il massimo dalle persone che hanno eletto in Parlamento”. Proprio mentre l’altro aspirante alla guida del governo, Matteo Salvini, dice: “Farò di tutto per rispettare il mandato dei cittadini da premier”

Ancora Di Maio riprende – sfruttandolo come un assist – l’appello pronunciato ieri dal presidente dei vescovi, Gualtiero Bassetti. “Faremo tutto il possibile per rispettare il mandato che ci hanno affidato. Mi auguro che tutte le forze politiche abbiano coscienza delle aspettative degli italiani: abbiamo bisogno di un governo al servizio della gente”, scrive dal blog, evocando proprio le parole usate dal presidente della Cei: “Al servizio della gente”.

Di Maio aggiunge: “Non abbiamo a cuore le poltrone, ma che venga fatto ciò che i cittadini attendono da 30 anni”. E ancora: “Abbiamo messo al primo posto la qualità della vita dei cittadini, che vuol dire eliminazione della povertà (con la misura del reddito di cittadinanza che è presente in tutta Europa tranne che in Italia e in Grecia), una manovra fiscale shock per creare lavoro, perché le tasse alle imprese sono le più alte del Continente, e finalmente un welfare alle famiglie ricalcando il modello applicato dalla Francia, che non a caso è la nazione europea dove si fanno più figli”. Di Maio conclude: “La nostra attenzione sarà massima anche su altri fronti, come quello della lotta alla corruzione, dell’eliminazione della burocrazia inutile con 400 leggi da abolire, del rispetto dell’ambiente”.

Insomma, dal candidato premier del M5s un nuovo passaggio sul reddito di cittadinanza, con la sottolineatura che tutte le misure previste dai Cinquestelle sono già ampiamente sperimentate in Europa. E proprio sul reddito di cittadinanza si registra il commento del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, in relazione all’exploit del M5s al Sud. “Non è solo una questione di reddito di cittadinanza” dice Boccia a In mezz’ora, su Raitre, respingendo l’idea di un popolo meridionale in coda alle urne per votare M5s solo per incassare il sussidio. Quel voto al Sud, spiega il presidente di Confindustria, “è stata un po’ la nostra Brexit”, con anche la piccola e media borghesia che ha votato “in modo diverso dalla sua storia. Un voto contro i partiti tradizionali, non solo una questione di reddito di cittadinanza”. Anche la Lega, aggiunge Boccia, è stata vista “come un partito diverso. Non penso ci sia stata una discussione sul programma, l’elettore ha votato di pancia e la pancia ha reagito alla distrazione di un ventennio”. Quanto agli industriali, Boccia conferma il distensivo commento rilasciato a caldo dopo il trionfo elettorale dei pentastellati: “Noi siamo equidistanti dai partiti e non abbiamo paura di nessun partito e parliamo con chiarezza se qualcosa non ci va bene”.

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