Treni, messa in sicurezza la tratta tra Bari e Ruvo. Ma il binario della strage resta bloccato

Sui binari di Ferrotramviaria spa è stato attivato il Sistema di controllo della marcia del treno. Slitta ancora il raddoppio della tratta dove morirono 23 persone: il Comune di Corato punta i piedi

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La buona notizia è che sui binari di Ferrotramviaria spa è stato attivato il Sistema di controllo della marcia del treno (Scmt), almeno nella tratta fra Bari e Ruvo di Puglia. È il cosiddetto blocco automatico che, se fosse stato in funzione fra le stazioni di Corato e Andria, probabilmente avrebbe evitato il disastro ferroviario del 12 luglio 2016. La cattiva notizia è che i tempi per il raddoppio della linea fra Corato e Andria sembrano destinati ad allungarsi.

Da un lato la linea a doppio binario fra Bari e Ruvo – dicono dalla società che la gestisce per contro della Regione – “è la prima ferrovia regionale a doppio binario attrezzata nelle tratte operative con il sistema Scmt”.

Con la marcia dei treni “al massimo livello di sicurezza richiesto dalle norme”, dopo un “rodaggio” iniziato il 26 febbraio. Certo, resta da mettere in funzione il secondo binario fra Ruvo e Corato. E, fino ad allora, i treni faranno la spola sull’unico binario, che era stato chiuso per consentirne il raddoppio. Un parziale sollievo per i pendolari della Bari Barletta: non saranno più costretti a scendere dal treno e salire sui bus che in questi mesi hanno garantito il collegamento fra Corato e Ruvo.

Dall’altro lato, tuttavia, il raddoppio della linea del disastro sembra impantanato fra “burocrazia” e “impegni da rispettare”. I lavori sono stati appaltati un anno fa alla Cemes di Pisa.  E ci sarebbe stato il via libera delle amministrazioni locali convolte nel progetto. Non da parte di tutte, però. I Comuni di Andria e Trani hanno dato il via libera.

Quello di Corato no. O meglio: sì, ma condizionando il rilascio del permesso a costruire – stando a quanto riferisce il quotidiano – al raddoppio del parcheggio della stazione, alla costruzione di una rotatoria e di un cavalcavia che dovrebbe eliminare il passaggio a livello di via Giappone.

Ed è anche per questo, a quanto pare, che nella nota con cui la società ferroviaria dato la buona notizia dell’attivazione del Scmt si tira in ballo laRegione. “Il percorso intrapreso da Ferrotramviaria procede con determinazione e nella certezza che la Regione Puglia, nel proprio interesse, la assisterà nel percorso amministrativo e nella tempestività del rimborso delle spese sostenute in anticipo per assicurare la continuità dei cantieri e l’avanzamento lavori”.
Qualche elemento in più arriverà venerdì, quando è stato convocato un vertice fra il Comune di Corato e il vicepresidente e assessore regionale ai Trasporti, Antonio Nunziante. Sbloccare l’impasse è l’imperativo. Intanto, nel raddoppio della tratta Andria Corato, la posa della prima pietra slitta ancora. Almeno di altri due mesi.

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