Camera, alle 12 affluenza al 19,38% in metà dei Comuni. Ritardi per procedura anti frode

A Milano Berlusconi contestato al seggio da una ragazza del movimento Femen: “Sei scaduto”. Casi di voto sospeso a Roma (36 elettori saranno richiamati a votare) e Alessandria. Si eleggono anche governatori Lombardia e Lazio. Urne aperte fino alle 23. A Palermo ritardi nell’apertura di alcuni seggi a causa di un errore che ha causato la ristampa delle schede di 200 sezioni

ROMA – L’Italia va al voto, le urne resteranno aperte fino alle 23. Ma il nuovo sistema di voto con l’uso per la prima volta del talloncino anti frode ha provocato ritardi code e disagi un po’ in tutta Italia. Code più lunghe del solito ai seggi fin dal primo mattino sono segnalate in tutta Italia a causa della nuova procedura introdotta per le elezioni politiche. La rimozione del talloncino anti-frode dalle schede per Senato e Camera richiede infatti tempi più lunghi e vengono anche segnalati casi di persone, per lo più anziani, che non volevano lasciare che fosse il presidente di seggio a deporre le schede nelle urne, come prevede la nuova procedura.

Al voto anche per i governatori di Lazio Lombardia. Le schede elettorali provenienti dall’estero sono tutte giunte in Italia. Lo scrutinio avrà inizio al termine delle operazioni di voto e di riscontro del numero di votanti, cominciando dallo spoglio delle schede per l’elezione del Senato. Successivamente, dalle 14 di lunedì 5 marzo, in Lazio e Lombardia, si svolgeranno gli scrutini per le elezioni regionali. Denunciato a MIlano per violazione della segretezza del voto un elettore che in cabina ha fotografato la sceda col cellulare.

Roma in un seggio dei Parioli il voto è stato sospeso per schede sbagliateper Camera e Senato; è stata svuotata un’urna e 36 elettori saranno chiamati per rivotare. A Palermo si sono registrati ritardi (definiti “inaccettabili” da Pietro Grasso) nell’apertura di alcuni seggi a causa di un errore che ha causato la ristampa delle schede di 200 sezioni. Sempre a Palermo in alcuni seggi l’accesso non era consentito ai disabiil che hanno chiamato i carabinieri. Schede per la Camera sbagliate e operazioni di voto sospese per un paio d’ore nel collegio di Rivolta Bormida e Castelnuovo Bormida, in provincia di Alessandria. File ai seggi anche a Milano e in Veneto. Errore sul simbolo del Pd nelle schede a Mantova, dove però si vota regolarmente.

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• FEMEN CONTESTA BERLUSCONI AL SEGGIO: “SEI SCADUTO”
“Berlusconi sei scaduto”, ha urlato una ragazza del movimento di protesta Femen entrando nel seggio dove Silvio Berlusconi, a Milano, si è recato per votare. La contestatrice è stata poi portata via dalle forze dell’ordine. Prima di votare nel suo seggio a
Milano, il leader di Forza Italia aveva spiegato che ai seggi ci sono code perché “non siamo ancora riusciti a darci il voto elettronico digitale”. “Qui – ha aggiunto – ci sono tre schede e ci sono anche persone anziane che ci mettono del tempo per trovare il modo di votare e di piegare le schede”.

• AFFLUENZA: ALLE 12 HA VOTATO IL 19,4%
Alle 12 l’affluenza alle urne nei 7.958 Comuni italiani è stata del 19,38%. Nelle passate elezioni politiche del 24 febbraio 2013 (ma allora si votava anche il lunedì) alle ore 12 aveva votato il 14,9% degli aventi diritto (8.092 Comuni).

Alle regionali della Lombardia alle 12 ha votato il 19,92% degli aventi diritto. Nella precedente tornata elettorale del 2013, che però si svolse in due giorni, alla stessa ora si era recato alle urne il 16,18% degli elettori.

Alle regionali del Lazio alle ore 12 ha votato il 17,38% degli aventi diritto. Nella precedente tornata elettorale del 2013, che però si svolse in due giorni, alla stessa ora si era recato alle urne il 12,87% degli elettori.

• I POLITICI ALLE URNE
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha votato poco dopo le 8,30, nella sezione 535 della scuola Giovanni XXIII del quartiere Libertà a Palermo. Subito dopo il voto il Capo dello Stato è uscito dalla sezione elettorale dimenticando di ritirare il documento d’identità che il presidente di seggio ha subito provveduto a consegnare agli uomini della scorta. Il premier Paolo Gentiloni ha dovuto attendere in coda per qualche minuto prima di poter esprimere la propria preferenza nel suo seggio elettorale, nel centro della Capitale, accompagnato dalla moglie Emanuela Mauro.

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Il segretario del Pd Matteo Renzi ha votato alle 9,22 a Firenze al seggio del liceo classico Machiavelli, in Borgo Santo Spirito. Renzi, arrivato a piedi insieme alla moglie Agnese Landini e alla segretaria metropolitana del Pd fiorentino Caterina Biti, ha stretto la mano agli scrutatori e al presidente di seggio e, dopo aver chiesto spiegazioni sul meccanismo antifrode delle schede elettorali e dopo aver espresso il suo voto, ha salutato dicendo: “Scusate il disturbo”. Il segretario dem, prima di allontanarsi, ha annunciato “seguirò i risultati a Firenze dalla sede del Pd metropolitano e andrò a Roma domattina”. Il candidato premier del M5s Luigi Di Maio ha votato a Pomigliano, al seggio è salito sul predellino, ma non è riuscito a salutare il padre Antonio per la troppa folla. Romano Prodi con la moglie Flavia al Galvani sono rimasti circa mezz’ora in attesa del proprio turno nel seggio di Bologna: “Non capisco cosa stia succedendo – ha commentato il Professore in fila -: non capisco se dipenda da una maggiore affluenza o sia necessario più tempo per esprimere il voto”.

• RITARDI PALERMO, GRASSO: “SPERO NON SCORAGGINO CITTADINI”
A Palermo numerosi seggi hanno aperto con ritardi che in alcuni casi hanno superato le due ore e mezzo a causa della distribuzione delle nuove schede elettorali ristampate durante la notte. L’errore era stato causato dall’inserimento di alcune sezioni del collegio Palermo 1 nel collegio Palermo 2. “Ritardi ed errori inaccettabili” il commento di Pietro Grasso, presidente del senato e leader di Leu. “Spero non scoraggino la partecipazione dei cittadini”.

COME SI VOTA
La nuova legge prevede un sistema elettorale misto sia alla Camera che al Senato: un terzo dei seggi è assegnato con il sistema maggioritario e due terzi con il sistema proporzionale. Con il sistema maggioritario in ciascun collegio viene eletto un solo candidato: quello che ottiene più voti. Con il sistema proporzionale a ciascuna lista o coalizione di liste sono assegnati i seggi in proporzione ai voti ottenuti, calcolati a livello nazionale e poi redistribuiti nelle singole circoscrizioni territoriali.

COME SI PUO’ VOTARE ( E COSA È VIETATO)

Ogni candidato che concorre con sistema maggioritario è identificato sulla scheda elettorale perchè il suo nome è scritto dentro un rettangolo che non presenta simboli ed è collocato in alto rispetto alla lista o alle liste collegate. Ogni lista o coalizione di liste è collegata a un solo candidato. Con il sistema maggioritario sono assegnati 232 seggi alla Camera e 116 seggi al Senato. L’assegnazione dei restanti seggi del territorio nazionale (386 alla Camera e 193 al Senato) avviene con il metodo proporzionale in collegi plurinominali.

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Per l’elezione della Camera possono votare i cittadini che alla data di domenica 4 marzo abbiano compiuto diciotto anni; per l’elezione del Senato possono votare i cittadini che alla data di domenica 4 marzo hanno compiuto il venticinquesimo anno di età. Per l’elezione della Camera dei deputati la scheda è rosa. Per l’elezione del Senato della Repubblica la scheda è gialla.

IL TAGLIANDO ANTIFRODE RIMOVIBILE
Ogni scheda elettorale è dotata di un apposito tagliando rimovibile, “tagliando antifrode”, dotato di un codice progressivo alfanumerico, che sarà annotato al momento dell’identificazione dell’elettore. Espresso il voto, l’elettore consegna la scheda al presidente del seggio. E’ il presidente che stacca il “tagliando antifrode” e, solo dopo aver verificato la corrispondenza del numero del codice con quello annotato al momento della consegna della scheda, la inserisce nell’urna.

COME FUNZIONA IL TAGLIANDO

Quando gli elettori usciranno dalle cabine, non dovranno assolutamente inserire le schede nelle urne, ma le dovranno consegnare al Presidente di seggio. Gli elettori per nessun motivo dovranno staccare l’appendice con il codice alfanumerico, pena l’annullamento della scheda e del voto.

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Ciascuna scheda – in un rettangolo – ha il nome e il cognome del candidato nel collegio uninominale. Nel rettangolo o nei rettangoli sottostanti, sono riportati il simbolo della lista o delle liste, collegate al candidato uninominale, con a fianco i nomi e i cognomi dei candidati (da un minimo di 2 a un massimo di 4) nel collegio plurinominale, secondo il rispettivo ordine di presentazione.

L’elettore potrà votare apponendo un segno sulla lista prescelta e il voto si estenderà anche al candidato uninominale collegato; oppure potrà apporre un segno su un candidato uninominale e il voto si estenderà alla lista o alle liste collegate in misura proporzionale ai voti ottenuti nel collegio da ogni singola lista.

I fac-simile Camera – Senato 

Il voto è valido anche se si appone il segno sia sul candidato uninominale che sulla lista o su una delle liste collegate; non è possibile il voto disgiunto, cioè votare un candidato uninominale e una lista collegata a un altro candidato uninominale. È vietato scrivere sulla scheda il nome dei candidati e qualsiasi altra indicazione. In Valle d’Aosta (per la Camera e per il Senato) l’elettore esprime il voto tracciando con la matita un segno sul contrassegno del candidato prescelto o comunque nel rettangolo che lo contiene.

LA RACCOLTA DEI DATI
I dati affluiscono direttamente dai seggi ai Comuni, alle Prefetture e al Ministero dell’Interno. Qualsiasi cittadino, accedendo al sito www.interno.gov.ital link ‘eligendo’, può seguire in diretta lo scrutinio dei dati che, immessi nel sistema elettorale ininterrottamente, concorrono a costruire il risultato.

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