Firenze, tre imprenditori arrestati per corruzione

Paola Stefani, socia della Heating System srl, è in carcere, Matteo Michelagnoli della Tekna Edilizia srl e Maurizio Stefani della Heating System srl, ai domiciliari. Nei guai anche due funzionari. Nel mirino lavori di ristrutturazione ad Arcetri, Opg di Montelupo e dogane e Livorno

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Un imprenditore in carcere e due ai domiciliari. Si allarga l’inchiesta della procura di Firenze sulla corruzione al Provveditorato alle opere pubbliche della Toscana, Umbria e Marche, esplosa nel novembre del 2016 con gli arresti dell’imprenditore Stefano Fani e del funzionario Francesco Saverio Marino, pizzicati da una telecamera nascosta della guardia di finanza durante il passaggio di mano di una mazzetta. Stamani il gip del tribunale di Firenze Paola Belsito ha emesso 6 nuove misure cautelari nei confronti di 5 imprenditori e un altro funzionario del provveditorato, coinvolti nel presunto di giro di “soldi in cambio di lavori” scoperto dagli investigatori coordinati dai pm Luca Turco e Christine Von Borries. Un’imprenditrice, Paola Stefani, socia della Heating System srl, è finita in carcere, due – Matteo Michelagnoli della Tekna Edilizia srl e Maurizio Stefani della Heating System srl- agli arresti domiciliari.

Per altri due imprenditori, Simone Grassi e Dario Malena – sono scattate le misure interdittive: non potranno esercitare l’attività imprenditoriale per otto mesi. Il funzionario del provveditorato, Pietro Marasco, originario di Torre Annunziata (Na) e residente ad Arezzo, non potrà esercitare il suo pubblico ufficio per 8 mesi. L’accusa per tutti è quella di corruzione. Circa la posizione di un ulteriore funzionario indagato, Francesco Bonanno, il gip di è riservato la decisione all’esito dell’interrogatorio di garanzia. Tra i lavori urgenti finiti nel mirino dei pm per presunte irregolarità nelle assegnazioni,

il rifacimento delle facciate dell’edificio che ospita l’Agenzia delle dogane di Livorno, lavori al carcere di San Gimignano, all’ex Opg di Montelupo Fiorentino e in alcuni locali dell’amministrazione penitenziaria fiorentina, nonchè all’ufficio dogane di Marina di Carrara. Presunti corrotti e corruttori, secondo l’accusa, stavano per ‘mettere le mani’ anche su alcuni lavori da eseguirsi all’osservatorio astrofisico di Arcetri.

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