Ema, Milano ricorre alla corte dei Conti Ue. Sala: “I nostri sospetti su Amsterdam erano fondati”

205734779-e1a2f512-7fd0-4fd6-9a0b-2b1e167a64f0.jpgNel documento reso pubblico dopo la richiesta di accesso agli atti del sindaco, le sedi provvisorie offerte dall’Olanda per l’Agenzia del farmaco sono ‘scomparse’. Il sindaco: “Un danno per tutti i cittadini europei”I dubbi ora hanno un fondamento, e questa partita Milano vuole giocarla fino all’ultimo. Palazzo Milano ricorre alla corte dei Conti europea contro l’assegnazione all’Olanda della sede di Ema, che lascia la Londra del post Brexit. E aggiunge, dunque, un altro ricorso a quello già presentato alla corte di Giustizia nel quale si chiede di sospendere il trasferimento dell’Agenzia dall’Inghilterra all’Olanda. Ad annunciare questo secondo provvedimento è il sindaco, Beppe Sala, rendendo pubblici in televisione i documenti che ha ottenuto in seguito alla richiesta di accesso agli atti della stessa amministrazione. Carte che proverebbero le inadempienze di Amsterdam in questa operazione. “Oggi il governo olandese è stato costretto a rendere pubblici gli atti che aveva secretato – spiega Sala – da questo abbiamo capito che i nostri sospetti erano fondati”.

Sala ha voluto vederci chiaro in questa vicenda piuttosto beffarda per Milano visto che la vittoria olandese era stata decisa con un sorteggio dopo che le due città avevano ottenuto gli stessi punti. Gli atti citati dal sindaco dimostrerebbero che le due sedi temporanee proposte dall’Olanda nel dossier di candidatura per ospitare l’Agenzia del farmaco – il Tripolis-Burgerweeshuispad 200 e l’Infinity Business Center-Amstelveenseweg 500 – sono scomparse. “La nuova sede che propongono – prosegue Sala – è diversa e non ha nemmeno le dimensioni sufficienti: pensate se avessimo fatto una cosa del genere noi italiani…”. Alla luce di queste novità, per il sindaco c’è margine per andare avanti nella battaglia: “A questo punto – conclude Sala – aggiungo un ricorso alla corte dei Conti europea, perché qui si configura un danno per i cittadini europei e quindi anche per le nostre tasche”.

L’Ema ha dato spunto anche a una polemica politica in piena campagna elettorale. “Garantisco che l’agenzia tornerà a noi perché in Europa ho vinto tante battaglie”, ha detto Silvio Berlusconi, ricordando agli imprenditori di Assolombarda che l’assegnazione della nuova sede dell’Agenzia europea del farmaco l’hanno “decisa un certo giorno a Bruxelles, dove non c’era il sindaco di Milano, non c’era il ministro della Salute, non c’era il ministro degli Esteri e non c’era il presidente del Consiglio”.

Immediata la risposta, via social, di Sala:

“Prego il presidente di Forza Italia di astenersi da facili battute su Ema, per rispetto di chi ha dato e sta dando l’anima su questa partita” ha commentato il sindaco su Twitter aggiungendo l’hashtag  #iolavoro.

Intanto è previsto per giovedì 22 febbraio un sopralluogo della commissione Ambiente e Salute dell’Europarlamento ad Amsterdam, proprio per verificare lo stato dei lavori relativi alla nuova sede dell’Ema.

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