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Embraco, operaio s’incatena ai cancelli della fabbrca

sfogliare news.jpgLa tuta blu: “Non ce la facciamo più: vogliamo sapere se c’è ancora un futuro per noi e per i nostri figli”C’è amarezza e disperazione tra gli operai Embraco. In tanti speravano che dall’incontro di ieri a Roma tra ministero, azienda e sindacati potesse arrivare uno stop ai 497 licenziamenti. Inveve il gruppo brasiliano controllato dalla Whirlpool ha tirato dritto. “Ci stanno prendendo in giro, noi vogliamo solo lavorare”, dice Daniele Simoni, un operaio che stamattina si è simbolicamente legato ai cancelli della fabbrica. E aggiunge: “Siamo nervosi, stiamo facendo di tutto per mantenere la calma ma non ce la facciamo più. Voglio sapere se c’è ancora un futuro per noi e per i nostri figli”, dice Simoni, da 25 anni tuta blu alla Embraco.Con lui altri cento dipendenti davanti alla fabbrica.

L’azienda ha di nuovo convocato i sindacati per giovedì  all’Unione industriale di Torino. È probabile che i vertici italiani del gruppo vogliano avanzare la proposta di far lavorare part time i 537 addetti per 8-9 mesi. Un’ipotesi che però Fiom-Cgil e Uilm-Uil hanno già etichettato come inaccettabile.

Nelle prossime ore gli operai si riuniranno in assemblea per decidere le prossime iniziative.Certo è lo sciopero di quattro ore questa
mattina, dalle 8 alle 12, dei lavoratori del primo turno. Quelli  del secondo e terzo turno scioperanno, invece, a fine turno, dalle 18 alle 22 di questa sera e dalle 2 alle 6 di domani.

L’obiettivo è far ricredere l’azienda entro il 25 marzo, data entro la quale potranno partire le lettere di licenziamento. In parallelo, il ministero dello Svillupo Carlo Calenda fintanto è volato a Bruxelles per parlare alla Commissione Ue degli aiuti offerti a embraco dalla Slovacchia, dove il gruppo possiede una fabbrica che gira a pieno ritmo. Calenda sta anche lavorando a un piano di reinduatrializzazione dell’area, da portare avanti tramite Invitalia.

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