Pasticcio del Campidoglio sulle multe: manda cartelle di 15 anni fa ai morti

sfogliare newsSettemila gli utenti deceduti, la gran parte aveva già pagato. Alle Entrate la richiesta di inviare le revoche In questa storia di “cartelle esattoriali” ci sono di mezzo anche i morti: quasi 7000. Intestatari di una valanga di multe che il Campidoglio ha chiesto di riscuotere, per poi fare, dopo anni e anni, dietrofront. Della serie: “ Fermi tutti non vanno più pagate, perché sono state già saldate”.

Tanta incredibile sciatteria potrebbe quasi far sorridere. Ma c’è da scommettere che quella minacciosa “ busta verde” recapitata nelle case dei romani più che strappare una risata deve aver mandato in bestia le persone. Un mare di persone. Lo sbaglio fatto dal Campidoglio infatti, come si diceva prima, ha coinvolto negli ultimi mesi quasi 7000 famiglie. Vedove, orfani, parenti di qualcuno che dal 2002 in poi aveva beccato un verbale dalla polizia municipale, ma che prima di andarsene per sempre da questo mondo era comunque riuscito a fare una capatina alla posta per compilare il bollettino.
Tutto comincia lo scorso settembre, quando l’amministrazione pentastellata chiede all’Agenzia “ Entrate – riscossione”, ovvero quella che fino a un po’ di tempo fa si chiamava Equitalia, di annullare un grandissimo lotto di cartelle. Multe già notificate e messe a ruolo.
Ci si accorge che qualcosa non torna perchè davanti agli sportelli della agenzia comincia un via vai di parenti a spiegare che « Sì, la “ buonanima” ha preso la multa 15 anni fa, ma l’aveva pagata. Ecco la ricevuta».
Un caso, due casi, tre casi… controllando meglio, ci si è accorge che le cartelle con verbali per infrazioni stradali – quindi doppia fila, mancanza del ticket per la fascia blu, posteggio davanti ai cassonetti, passaggi senza rispettare il rosso – erano tutte già saldate. E i contravventori se ne erano andati lassù in pace con la coscienza e con le casse del Campidoglio. Almeno così pensavano. Perché da Natale in poi i familiari del de cuius hanno cominciato a ricevere le notifiche. Con il conseguente
sturm und drang che capita ogni volta che arriva la notifica dentro casa. Che vuol dire cercare tutte le multe pagate, fare mente locale su dove possano essere finite.
Con la pazienza svanisce e la rabbia si fa più grande. “ Ma vatti a ricordare…”.
Protagonisti,

a loro insaputa di questo pasticcio, anche gli impiegati dell’ex Equitalia che per il loro ruolo e per input del Campidoglio si sono trovati ad affrontare un lavoro enorme. Ore e ore davanti al computer per inviare le lettere di annullamento.

Gli impiegati dell’Agenzia delle entrate però, posso tirare un sospiro di sollievo: difficilmente il Comune spedirà quelle di scuse.

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