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Torna in libertà l’ex sottosegretario Nicola Cosentino: è stato condannato solo in primo grado

sfogliare newsHa trascorso gli ultimi quattro anni in carcere e agli arresti domiciliari. In caso di sentenza definitiva potrebbe dover tornare in carcere

Dopo quattro condanne in due anni, nessuna delle quali definitiva, e quattro anni di detenzione cautelare – due in carcere, poi ai domiciliari – torna libero Nicola Cosentino, 59 anni, ex potente coordinatore campano del Pdl e sottosegretario all’Economia. “Decisione giusta ma tardiva”, dicono i suoi avvocati, ricordando che l’imputato “ha affrontato la privazione della libertà con grande signorilità e correttezza”.

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Parlamentare dal 1996 al 2013, quando non viene reinserito nelle liste di Forza Italia – e la mancata rielezione gli costa l’immunità, facendolo finire in carcere – secondo i giudici di primo grado Cosentino era anche il referente politico nazionale del clan dei Casalesi. Per questo motivo gli è stata inflitta un anno e mezzo fa dal tribunale di S. Maria Capua Vetere una pena di nove anni per concorso esterno in associazione camorristica nel processo cosiddetto Eco4, relativo al controllo politico-camorristico del Consorzio di comuni che si occupava di rifiuti. Pochi mesi prima, a giugno 2016, era stato condannato a quattro anni di carcere dal tribunale di Napoli Nord, per la corruzione di un agente del carcere di Secondigliano; condanna confermata in appello.

Due le sentenze invece nel 2017, entrambe nel tribunale di Santa Maria Capua Vetere: a marzo condanna a sette anni e sei mesi nell’ambito del processo cosiddetto Carburanti, relativo all’azienda della famiglia Cosentino, l’Aversana Petroli, che è stata confiscata; ad aprile condanna a cinque anni nel processo noto come “Il Principe e la scheda Ballerina”, in cui era imputato per tentativo di reimpiego di capitali illeciti con l’aggravante mafiosa in relazione al finanziamento da cinque milioni di euro per la costruzione di un centro commerciale a Casal di Principe, denominato “Il Principe”, voluto secondo l’accusa dal clan dei Casalesi ma mai realizzato.

Cosentino entra in carcere la prima volta il 15 marzo del 2013, quando si insedia il nuovo Parlamento e lui perde l’immunità; contro di lui pendevano due ordinanze di carcerazione. Dopo pochi mesi ottiene i domiciliari e viene rimesso in libertà nel novembre dello stesso anno. Torna così a fare politica, ma ben presto, nel marzo 2014, viene arrestato con i fratelli per estorsione aggravata dal metodo mafioso nell’ambito dell’indagine sull’Aversana Petroli.

“Mai si era visto un imputato non ancora condannato definitivamente trascorrere oltre quattro anni di fila tra carcere e domiciliari”, commenta Agostino De Caro, legale dell’ex sottosegretario insieme a Stefano Montone. “La decisione sul titolo cautelare arriva forse un pò tardi, ma meglio tardi che mai. Ora continueremo a difenderci nei tre processi d’Appello che ci attendono”.
Enfant prodige della politica, Cosentino divenne consigliere comunale nella sua cittadina natale, Casal di Principe (Caserta) a soli 19 anni. A 22 anni, nel 1980, era già il più giovane consigliere provinciale d’Italia,

eletto a Caserta nelle liste del Psdi. Con la nascita di Forza Italia, Cosentino approda nel partito di Berlusconi: diviene consigliere regionale nel 1995 con 16mila preferenze e solo un anno dopo viene eletto alla Camera. Nel 2005 Berlusconi lo nomina coordinatore del Pdl in Campania, e nel 2008 diventa sottosegretario all’Economia. Poi le accuse, le inchieste, la mancata ricandidatura alle politiche del 2013, il carcere, le condanne. (ANSA).

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