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Palermo, acqua verso il razionamento: turni al via tra otto giorni

Vertice fra il sindaco Orlando e gli amministratori dell’Amap. Si dovrebbe cominciare lunedì 12 febbraio dal quartiere Brancaccio, poi il centro storico

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Inizia il conto alla rovescia per il via al razionamento dell’acqua a Palermo. C’è già una data: lunedì 12, fra otto giorni dunque. Venerdì prossimo si aspetta dal Consiglio dei ministri la dichiarazione dello stato di calamità naturale. La prima coinvolta sarà la zona sud della città, a partire dal quartiere Brancaccio. Ecco perché ieri il sindaco Leoluca Orlando ha riunito a Villa Niscemi il Consiglio di amministrazione dell’Amap.

Per prima cosa, nei prossimi giorni partirà una campagna di sensibilizzazione sul risparmio dell’acqua, rivolta ai cittadini. I tecnici dell’Amap da tempo lavorano al piano di razionamento, visto che gli invasi che servono Palermo e la provincia sono quasi a secco e che soltanto nell’ultimo mese, in assenza di turnazione, sono andati perduti 800mila metri cubi d’acqua.

L’Amap ha in cantiere due piani alternativi per il razionamento. Piani che partiranno dopo l’ok del Consiglio dei ministri. La città è stata divisa in quattro quadranti. La prima è la zona di Brancaccio, poi si proseguirà via via fino al centro storico e poi verso la borgata di Mondello. Ogni settimana si aggiungerà un’altra area nella turnazione, fino ad arrivare a coprire per intero Palermo. Tutte le saracinesche e le valvole che servono a interrompere il flusso dell’acqua nelle tubature sono già state sostituite e sono stati studiati i percorsi che, quartiere per quartiere, salveranno dalla turnazione soltanto i presidi ospedalieri e le caserme. Anche le scuole dovranno attrezzarsi con i serbatoi. L’acqua arriverà un giorno sì e due no.

Il sindaco fa sapere di essere in contatto con il presidente della Regione Nello Musumeci e con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni “per garantire tutto il supporto necessario” in vista della seduta decisiva del Consiglio dei ministri di venerdì prossimo in cui, insieme con la dichiarazione dello stato di calamità, saranno conferiti poteri straordinari per arginare l’emergenza, a cominciare da alcune deroghe e dall’accelerazione dei tempi burocratici per vari interventi. Nella relazione, inviata l’altro ieri alla Protezione civile nazionale dal dipartimento dell’Acqua e dei rifiuti della Regione, ci sono anche gli interventi per risolvere il problema della perdite croniche della rete idrica e la proposta di installare un grande dissalatore in città, più alcuni mini-dissalatori.

Le quattro dighe che servono Palermo – Rosamarina, Poma, Scanzano e Piana degli Albanesi – hanno toccato quota 36 milioni di metri cubi, secondo l’ultima

rilevazione del 1° gennaio, fornita dall’Osservatorio acque siciliane. Un mese prima ce n’erano quasi quattro milioni in più, un anno fa più del doppio: 73,2 milioni di metri cubi. E mentre gli invasi si svuotano, continua a non piovere. “Da tempo invitiamo l’Amap ad avviare il razionamento dell’acqua in città – dicono i tecnici della Regione – dopo l’ok allo stato di calamità si deve partire subito”

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