Torino, il parroco di Barriera: troppi pusher, chiudo la chiesa per la sicurezza dei fedeli


arnaldo zeppieriLa chiesa di via Malone 19, a Barriera di Milano in inverno chiude prima che vada via il sole. E’ una questione di sicurezza.«Quando fa buio non è più sicuro, e la chiesa è grande, non posso mettere qualcuno che sorvegli. Anche i miei parrocchiani non escono dopo una certa ora», spiega padre Michele Babuin, il parroco. Qualche giorno fa ha aiutato la polizia a recuperare una decina di ovuli di cocaina che uno spacciatore senegalese di 30 anni aveva buttato oltre la recinzione della chiesa Maria Regina della Pace. “Ho trovato le palline bianche per terra – spiega – Era già successo l’anno scorso, ma quella volta erano involucri colorati, mio malgrado sto imparando a riconoscerle”. Lo spacciatore arrestato dagli agenti del commissariato Barriera di Milano, diretto dal vicequestore Alice Rolando, ha una fedina penale zeppa di precedenti, una condanna a 9 mesi e almeno dieci alias diversi per sfuggire ai controlli. Altri tre uomini sono finiti in manette per spaccio, catturati durante i controlli straordinari del commissariato. “Il problema è che tanti ne arresti, tanti ne arrivano sulla strada”, commenta il parroco che vive in Barriera almeno dal 2015. “A settembre ne ho parlato anche con la sindaca Chiara Appendino durante un incontro con i responsabili degli oratori. Le ho chiesto di garantire una maggiore sicurezza per i fedeli e per i ragazzi dell’oratorio, anche se so che polizia e carabinieri fanno già molto. Lei mi ha risposto che ci avrebbe pensato”.
Almeno fino a fine febbraio, il portone della chiesa è chiuso dalle 13, “ma apriamo la cappella che è più piccola e sempre illuminata. Mi hanno criticato per questa scelta ma non lo faccio per tenere fuori i fedeli. Faccio in modo che possano pregare in sicurezza”. Un tempo nei locali dell’oratorio di Malone c’erano molte più attività, “Ma i genitori non ci mandano più i loro figli – dice don Babuin tra l’arrabbiato e l’amareggiato – Avevamo danza e musica. Abbiamo provato anche con il teatro ma è davvero difficile. Nessuno si fida a lasciarli passeggiare da soli per la strada fino alla parrocchia, soprattutto dopo una certa ora”.
Non c’è solo lo spaccio. Anche la chiesa è stata vittima dei ladri in passato: “Hanno sradicato la cassetta delle offerte più di una volta. E rubano persino i lumini. Chissà cosa se ne fanno di borse piene di lumini, eppure li portano via tutti insieme”. Don Babuin ascolta i racconti dei suoi parrocchiani che filano a casa subito dopo la messa delle 18: “Ormai ho smesso di organizzare incontri dopo cena perché so che non verrebbe nessuno – dice – Spacciano anche qui, vicino alla chiesa, magari non davanti al portone ma comunque vicino». Resistono solo i corsi prematrimoniali: «I ragazzi giovani si fanno meno problemi ma una gran parte dei miei parrocchiani ha una certa età”.

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