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Roma, scempi legalizzati: giù altre 9 ville

Villini immersi nel verde, palazzetti gioiello costruiti in stile Liberty agli inizi del secolo scorso e ora destinati a essere abbattuti per lasciare spazio a volumi più moderni. Un piano che rischia di stravolgere l’immagine caratteristica dei quartieri più centrali della città. L'” effetto domino ” è già partito. Dai Parioli a San Lorenzo, passando per il Trieste- Salario, ben 9 edifici nel municipio II verranno abbattuti e ricostruiti, con il permesso del Campidoglio, in ottemperanza alle norme contenute nel Piano casa regionale. ” Per altri 20 – chiarisce la minisindaca dem del parlamentino di via Dire Daua, Francesca Del Bello – le istruttorie sono in corso, gli uffici comunali devono ancora trasmetterci gli atti ” . Ma la rivoluzione urbanistica è già iniziata.

arnaldo zeppieri

Il 17 ottobre scorso le ruspe hanno aggredito le fiancate del villino in via Ticino3, al Coppedè. Un mese più tardi è toccato alla Villa Paolina di Mallinckrodt in largo XXI Aprile al Nomentano. Due giorni fa, Repubblica ha sollevato il caso della palazzina costruita nel 1908 in piazza Caprera: è registrata nella Carta della qualità ma verrà parzialmente demolita.

Altri permessi ad abbattere e ricostruire sono stati accordati dagli uffici comunali. Dopo le proteste delle associazioni per la tutela del paesaggio a seguito dell’intervento in via Ticino, la giunta del municipio II è corsa ai ripari, acquisendo tutta la documentazione utile a ricostruire una mappa dei progetti già approvati. “Ci lavoriamo da mesi – afferma il consigliere Pd al municipio II, Andrea Rollin – abbiamo esaminato gli atti che ci sono stati trasmessi dal Comune, effettuato dei sopralluoghi con i tecnici e in alcuni casi abbiamo espresso contrarietà con degli atti votati dal consiglio municipale ” . Un parere però non vincolante.

Risultato? Gli operai potrebbero avviare in qualunque momento il cantiere per ” la ristrutturazione e l’ampliamento” del casone di via di Villa Rufo, a villa Borghese, pronto a ospitare altre aule del liceo Chateaubriand. ” Il 29 settembre del 2015 – ricostruisce Rollin – il Consiglio diede parere negativo, ma l’opera fu comunque autorizzata dal Comune, all’epoca del commissariamento Paolo Tronca”.

Stessa sorte, in tempi diversi, anche per i palazzi in via dei Liguri 32, via dei Reti 33A, per l’immobile in via dei Piceni 13A o in piazzale del Verano 75. “Abbiamo ricevuto i progetti – aggiunge Rollin – ma, tecnicamente, non possiamo sapere quando partiranno i lavori”. Già iniziati invece in via Asmara 31, a pochi metri da villa Leopardi. Già autorizzata anche l’opera in via Fauro 47, ai Parioli.

E altri 20 progetti, dal lungotevere Flaminio 4 a viale Romania 32, sono ancora al vaglio degli uffici comunali. La presidente Del Bello nei mesi scorsi ha scritto alla sindaca Virginia Raggi, all’assessore all’Urbanistica, Luca Montuori, alle soprintendenze e agli uffici

competenti chiedendo l’immediata apertura di un tavolo per individuare degli strumenti normativi utili alla tutela del territorio. ” È necessario rivedere i criteri della delibera comunale del 2012 – avverte Del Bello – è il documento nel quale si individuano le aree sulle quali è interdetto il ricorso alle norme del piano Casa. Uno strumento straordinario e che spesso viene utilizzato in maniera ordinaria, rischiando così di snaturare i territori”.

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