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Livorno, Nogarin annuncia su Facebook: “Io interrogato per l’alluvione. Sono indagato per omicidio colposo”

“Questa mattina sono stato sentito dai pubblici ministeri”. E poi: “E’ un momento molto difficile per me, ma voglio rassicurare i concittadini: continuerò a lavorare con il massimo impegno”

E’ sera quando il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin (Movimento 5 Stelle) pubblica su Facebook il post con l’annuncio che è indagato per omicidio colposo in seguito all’alluvione dello scorso 10 settembre 2017 costata la vita a otto persone. Per tutta la giornata di lunedì si erano rincorse le voci, senza nessuna conferma ufficiale. Poi ci ha pensato lui a sciogliere ogni dubbio: “Questa mattina sono stato interrogato dai pubblici ministeri di Livorno che stanno indagando sull’alluvione – ha scritto sul socialnetwork – Mi è stato comunicato di essere indagato per concorso in omicidio colposo”. E ha proseguito: “Non sono stupito per questa indagine, visto che in quanto sindaco sono il diretto responsabile della Protezione civile comunale. Io so di aver operato nel massimo rispetto delle leggi e delle procedure, ma è chiaro che davanti alla morte di 8 persone gli investigatori debbano approfondire ogni dettaglio ed esaminare la condotta di ciascuno degli attori in campo quella notte e non soltanto.L’ipotesi di accusa è molto pesante, sarei un irresponsabile e un pazzo se la sottovalutassi”. Nogarin ha spiegato anche di aver risposto ai magistrati: “Oggi ho fornito agli inquirenti tutte le risposte e le spiegazioni che mi sono state richieste e sono a completa disposizione dei magistrati per chiarire loro, anche nei prossimi giorni, ogni eventuale dubbio.Questo è un momento per me molto difficile, sia come sindaco che come uomo. Ma voglio rassicurare i miei concittadini: continuerò a lavorare con il massimo impegno e dedizione anche nei prossimi mesi per portare a compimento quel percorso di miglioramento della città di Livorno, che abbiamo cominciato ormai 3 anni e mezzo fa”.

In procura. Il sindaco è stato ascoltato in procura lunedì 15 gennaio poco prima delle 11 davanti al procuratore capo Ettore Squillace Greco e ai tre sostituti Antonella Tenerani, Giuseppe Rizzo e Sabrina Carmazzi. Le domande dei magistrati hanno riguardato principalmente tre aspetti: l’avviso dell’allerta meteo che era arancione (cosa ha fatto il Comune per avvisare la popolazione?) e soprattutto l’organizzazione della Protezione civile e come è stata messa in atto la macchina dei soccorsi e degli interventi. L’alluvione di Livorno oltre ad aver causato vittime ha creato anche ingenti danni. Il disastro è arrivato da tre torrenti “tombati”: acqua, fango e detriti hanno invaso le case e ucciso. Fra le vittime ci fu anche un bimbo di 4 anni, i suoi genitori e il nonno.

L’allerta. Nei giorni immediatamente successivi l’alluvione che ha colpito – va ricordato – soltanto una parte della città, il quartiere dell’Ardenza e altre aree residenziali vicino, il sindaco pentastellato di Livorno aveva attaccato la Regione e la Protezione civile Toscana : “Perché hanno dato l’allerta arancione e non rossa?”. Perché, chiese allora, hanno dato il rosso “alla Liguria dove non è successo niente”? Da più parti venne fatto osservare che il Comune livornese non aveva comunque attivato nemmeno l’alert

system, come sottolineò l’assessore alla Protezione civile Federica Fratoni. Altra questione sollevata da Nogarin a settembre, riguardava la manutenzione dei corsi d’acqua e la pulizia degli alvei. E poi, parlando con i giornalisti, si sfogò: “Già lo so, ora mi metteranno in croce, poi chissà interverrà anche la Procura… Facile prendersela sempre con i sindaci, no?”. Quasi una profezia.

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