Dubbi su Amsterdam per sede Ema, Milano si rifà avanti. Il governo pronto al ricorso

arnaldo zeppieri

Il palazzo di Amsterdam dove sarà trasferita dopo la Brexit l’Ema, l’agenzia del farmaco, ancora non c’è. E la soluzione transitoria proposta dagli olandesi “non è ottimale”, perché “dimezza” lo spazio della sede di Londra. Il che aggiunge “strati di complessità” al trasferimento e allungherà i tempi per tornare a funzionare regolarmente. In teoria l’Ema del post Brexit dovrebbe essere operativa il 30 marzo 2019. Ma, a questo punto, i dubbi cominciano a diventare inquietudine.

Le dichiarazioni del direttore dell’Ema, Guido Rasi, dette nel corso di una conferenza stampa congiunta con le autorità olandesi, scatena decine di reazioni sul fronte italiano. Reazioni bipartisan, nazionali e locali, tutte caratterizzate dal tono ottimistico di chi torna a sperare

Fonti di Palazzo Chigi fanno filtrare la notizia che il governo intraprenderà ogni opportuna iniziativa presso la commissione europea affinché venga valutata la possibilità di riconsiderare la posizione di Milano. D’altra parte il dossier che il capoluogo lombardo portava in dote era davvero in ordine. E la città era data per superfavorita. Prima che il governo si esprimesse, per quanto informalmente, la presidente della Camera Laura Boldrini aveva detto: “Il governo riproponga la scelta di Milano. E’ importante fare presto nell’interesse dei cittadini europei”.
Da parte sua il governo, attraverso la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, fa sapere: “Dobbiamo porre la questione in Commissione Europea. Milano era pronta e operativa, sarebbe stato meglio decidere su elementi tecnici senza affidarsi alla sorte”
in grado di rispettare la tempistica richiesta, sia per la sede che per tutte le condizioni a latere”.

Sempre su Facebook, Maroni aveva detto: “Milano è pronta ad ospitare Ema e ha già l’edificio pronto e disponibile”. Poi ha aggiunto: “Ma come, Amsterdam non è pronta? Ci hanno presi in giro? Cara commissione Ue, riporta Ema a Milano, subito: il Pirellone è pronto e disponibile”.

Rapidissima la reazione di Sala, sindaco della città che, appunto, fu beffata dalla sorte: “Sono in contatto con il presidente Gentiloni per valutare tutte le possibili iniziative”. Sala si dice d’accordo con quanto già affermato dal presidente uscente della Regione, Roberto Maroni: “Sono d’accordo con lui – aggiunge il sindaco – confermiamo che Milano è

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