Morto a 91 anni fondatore di Ikea Ingvar Kamprad

A soli 17 anni, nel 1943, aveva fondato in Svezia l’impresa diventata il colosso del mobile low cost che conta oggi 190 mila dipendenti e un giro d’affari di 38 miliardi di euro

L’imprenditore svedese Ingvar Kamprad, fondatore di Ikea, è morto. Aveva 91 anni. Grazie all’intuizione del mobile low cost da montare a casa, Kamprad ha fondato un vero e proprio impero economico, con grandi centri vendita in praticamente tutti i paesi del mondo. Creata oltre 74 anni fa, all’età di appena 17 anni, la catena Ikea nell’esercizio 2015-2016 ha registrato utili per 4,2 miliardi facendo del suo fondatore, con un patrimonio personale stimato in circa 33 miliardi di dollari, uno degli uomini più ricchi del Pianeta. Ikea ha oggi 190 mila dipendenti e un giro d’affari annuale di 38 miliardi di euro.

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Ricordando la nascita del suo impero del mobile in occasione del suo 90esimo compleannno, Kamprad in un’intervista spiegava: “Mi ha sempre mosso la voglia di fare economia risparmiando”. “Io mi vesto solo comprando usato, se possibile al mercato delle pulci”, aggiungeva. In quell’occasione l’imprenditore spiegava anche la sua scelta di tornare a vivere in Svezia dopo un lungo soggiorno in Svizzera per ragioni fiscali. “L’ammontare delle tasse non è tutto, alla fine mi sono detto che conta più vivere a casa, tra gli amici con cui sono cresciuto da ragazzo e poi da giovane adulto, e i dipendenti che sono come una famiglia-azienda”, chiariva.

Così, dopo la morte della moglie con cui aveva condiviso una vita, era tornato a vivere in una modesta villetta-casolare vicino a Aelmhult, la cittadina della regione meridionale di Smaland dove era nato, e dove a soli 17 anni, nel 1943, lui piccolo produttore di fiammiferi (i famosi ‘svedesi’ appunto) fondò Ikea.

Kamprad nel passato aveva fatto parlare di sé anche per i suoi legami con il movimento giovanile nazista durante la Seconda Guerra mondiale. Simpatia che poi lui stigmatizzò in seguito come “la follia della giovinezza” e “il più grande errore della mia vita”. Nel 2012 aveva lasciato la guida dell’azienda ai tre figli, pur mantenendo comunque un piede all’interno.

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