Spento nella notte l’incendio alla Sacra di San Michele, l’abbazia che ispirò “Il nome della rosa” è salva

Un corto circuito l’ipotesi principale. Il rettore: “Ero pronto a morire per salvarla”. Chiamparino: “Pronti i soldi per far fronte ai danni”

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E’ stato circoscritto nelle notte l’incendio che si è sviluppato ieri sera poco dopo le nove alla Sacra di San Michele in Val di Susa. Le fiamme hanno bruciato il tetto del monastero, che sta ai piedi dell’abbazia, dove vivono i padri rosminiani. Oggi ci sarà una prima stima, ma sin da subito è stato assicurato che nessuna parte del monumento simbolo del Piemonte è stata danneggiata.

Le fiamme sono state spente poco dopo la mezzanotte ma i vigili del fuoco sono al lavoro ancora questa mattina sul tetto della Sacra di San Michele andato a fuoco ieri sera poco prima  delle 21. Le stanze dei padri rosminiani sono inagibili così come alcuni uffici. Nessuna delle preziosissime opere architettoniche dell’abbazia o gli oggetti di culto custoditi all’interno sono stati danneggiati dall’incendio su cui ora indagano i carabinieri della compagnia di Rivoli e i vigili del fuoco. Per tutta la notte la Croce Rossa ha dato supporto agli uomini al lavoro e ai tre padri che vivono nel monastero e che per primi si sono accorti del fumo e hanno dato l’allarme. Sul tetto del convento erano in corso dei lavori. “Erano iniziati un mese fa –  spiega don Giuseppe Bagattini, 82 anni, rettore della Sacra –  c’erano delle infiltrazioni d’acqua e avevamo chiesto di intervenire”. Ieri sera ai piedi del simbolo del Piemonte è accorsa anche la ditta che stava ultimando i lavori di rifacimento del tetto.
La procura ora attende una relazione per chiarire la causa dell’incendio.

L’allarme è scattato alle 21: sono intervenuti i vigili del fuoco con otto squadre, assieme ai carabinieri e a un’ambulanza.  Le fiamme, molto alte, si vedevano da grande distanza
Il Presidente della Regione Sergio Chiamparino ha subito comunicato che l’assessore al Bilancio “ha accertato una disponibilità residua dei Fondi di sviluppo e coesione per il Piemonte, che si stima sufficiente per far fronte ai danni subiti”. L’o stesso Chiamparino con l’assessora alla cultura Antonella Parigi farà un sopralluogo per accertare i danni insieme con i tecnici intorno alle ore 14.

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