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Afghanistan, attacco alla sede di Save the Children: almeno un morto

Sono 14 le persone ferite. Un kamikaze si fa esplodere con un’autobombaall’entrata della struttura britannica della Ong a Jalalabad, nell’est del Paese. Poi l’irruzione di uomini armati: tre sono stati uccisi, gli altri si sono asserragliati nella struttura. Talebani: “Non è nostro attacco”

KABUL – Un gruppo di kamikaze ha lanciato un attacco contro la sede dell’organizzazione non governativa di Save the Children, a Jalalabad, capitale della provincia orientale afghana di Nangarhar. C’è almeno un morto, un soldato, mentre 15 sono i feriti, secondo l’agenzia di stampa Pajhwok. L’attacco è cominciato alle 09:10 ora locale (all’alba italiana) quando un kamikaze a bordo di una vettura imbottita di esplosivo si è fatto esplodere all’entrata dell’edifcio, poi nel compound è entrato un folto commando di terroristi che hanno cominciato a sparare. Tre di loro sono stati uccisi dalle forze speciali, mentre altri due si sono asserragliati nella struttura, al terzo piano. Fonti del governo locale avevano ad un certo punto dato per concluso l’assalto con la morte di tutti i membri del commando, ma l’informazione non ha poi trovato conferma.

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I feriti sono stati portati in ospedale. Molte vetture sono andate in fiamme dinanzi all’ufficio. La portavoce di Save The Children in Afghanistan, Mariam Attaie, ha detto che “c’è stata un’enorme esplosione, sembrava un’autobomba. Ci siamo riparati e abbiamo visto un uomo armato con un lanciarazzi che sparava contro la porta principale per entrare nel recinto”, ha raccontato Mohamed Amin, un testimone ricoverato in ospedale dopo essersi messo in salvo fuggendo da una finestra.

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