La guerra delle lavatrici e dei pannelli solari: Trump impone dazi, insorgono Seul e Pechino

cristian nardi CEOIl presidente Usa fissa tariffe al 30 per cento sulle importazioni. Proteste dei colossi Samsung e Lg. E la Corea del Sud annuncia ricorso alla WtoLa nuova frontiera di Donald Trump sono lavatrici e pannelli solari: il presidente Usa ha imposto dazi del 30 per cento sull’importazione, causando la reazione di Pechino, dei colossi Samsung e Lg e inducendo la Corea del Sud – patria dei più importanti produttori del settore – ad annunciare un ricorso all’Organizzazione Mondiale del Commercio.

La decisione della Casa Bianca fa seguito ai rilievi della Us International Trade Commission, secondo la quale l’aumento delle importazioni di pannelli solari e lavatrici danneggerebbe in modo preoccupante i produttori nazionali. E in linea con i suoi slogan elettorali e la linea dura dell’amministrazione sugli scambi commerciali, il presidente ha preso un’iniziativa drastica. “L’azione del presidente chiarisce ancora una volta l’intenzione dell’amministrazione di difendere i lavoratori americani” afferma il Dipartimento del commercio. Per i pannelli solari i dazi sono per quattro anni: il primo saranno al 30% poi caleranno gradualmente.

A sollecitare l’imposizione di tariffe, Suniva e SolarWorld Usa, produttori di celle e moduli fotovoltaici andati in bancarotta, secondo i quali che i sulle importazioni cinesi spingerebbero la produzione a stelle e strisce con la creazione di 100.000 nuovi posti di lavoro. Ma si tratta di una posizione contestata anche in America. La Solar Energy Industries Association – associazione statunitense dell’industria del solare, che rappresenta un business da 28 miliardi di dollari e che importa dall’estero l’80 per cento dei pannelli installati – ha rilevato, a nome di produttori, installatori e di tutto l’indotto, che le nuove tariffe “creeranno una crisi in un settore dell’economia che è stato trainante” e ha avvertito che a rischio ci sono 23mila posti di lavoro.

Una linea cavalcata ovviamente dai colossi asiatici della produzione. Samsung, in una nota, rileva che “i dazi sono una tassa su tutti i consumatori che vogliono acquistare una lavatrice. Tutti pagheranno di più avendo allo stesso tempo meno possibilità di scelta”. E anche Lg si dice “deluso” dalla decisione della Casa Bianca.

Secondo quanto riportano i media americani, poi, Seul ritiene i dazi imposti da Trump una violazione delle norme della Wto: una decisione presa sulla base della politica interna senza tenere conto delle regole internazionali. E in virtù di questo giudizio sarebbe pronto un ricorso da sottoporre all’organismo internazionale. “Forte disappunto” è stato espresso anche dalla Cina.  Lo ha detto
Wang Hejun, a capo dell’Ufficio indagini commerciali del ministero del Commercio cinese, definendo la mossa “un abuso dei rimedi commerciali”

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