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Spartak, tra i sopravvissuti della città fantasma

FOTOREPORTAGE Un fotografo italiano racconta la storia di un villaggio ucraino a tre chilometri da Donetsk, spopolato dalla Guerra Civile del Donbass, e dei 45 abitanti che hanno deciso di rimanere, nonostante i rischi e le difficoltà

quarantacinque residenti del villaggio trascorrono le loro giornate vivendo senza alcuna utenza domestica: né luce, né acqua corrente, né gas.

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Durante la giornata svolgono lavori socialmente utili per la loro comunità o si dedicano alla riparazione delle loro abitazioni mentre al calar della sera, quando i combattimenti si fanno più intensi, si rifugiano nel sottosuolo presso improvvisati rifugi ricavati nelle cantine degli edifici più grandi.

All’interno di questi rifugi di fortuna ogni occupante ha stipato le cose più care oltre tutto il necessario per far fronte ai rigori dell’inverno o a giorni di maggiore intensità dei bombardamenti.

Ogni abitante riceve dalla municipalità della vicina città di Yasinovataya una paga mensile che si aggira attorno ai 3000 rubli per il lavoro svolto a vantaggio della collettività.

Le case e i rifugi vengono riscaldati con stufe a legna costruite artigianalmente, la luce è prodotte da lampade a led alimentate da batterie di automobili, l’acqua viene portata da un’autobotte il martedì e il venerdì e il pane viene distribuito il martedì.

Ogni due mesi la IRC fornisce aiuti umanitari consistenti in un kg di zucchero, 1kg di riso, 3kg di maccheroni, 2kg di grano saraceno, 2 litri olio di girasole, 5kg di farina, lievito, 4 latte di pesce sott’olio, 2 latte di carne in scatola, dentifricio, spazzolini da denti, rasoi, shampoo, sapone….a persona.

Con l’arrivo della primavera ogni abitante di Spartak si dedica alla cura del proprio orto, ulteriore fonte di sussistenza assieme ad alcuni animali da cortile allevati all’interno di spazi comuni.  

Nella foto: Vika e Marina nella cucina della casa di Svetla. Durante le ore diurne, grazie alla minore intensità dei bombardamenti, è possibile per gli abitanti della zona recarsi nelle loro abitazioni per effettuare piccole riparazioni, cucinare o semplicemente godersi qualche momento di relax.

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