Maestre in fuga, l’università di Torino: “Pronti a formarne 100 in più ma anche a noi servono docenti”

L’Ateneo risponde alle richieste dei sindacati per colmare il buco provocato da 900 pensionamenti: “Più aule a Savigliano e nuovo polo a Collegno”

arnaldo zeppieri

ade dritto sull’università il problema della carenza di maestri d’infanzia e di scuola primaria, tra neolaureati che non bastano a coprire i pensionati e studenti che già al secondo anno di università vengono arruolati come supplenti. Ma fino a quando Scienze della formazione non sfornerà più insegnanti — oggi ne vengono immatricolati ogni anno 350, tra i 250 di Torino e i 100 di Savigliano — l’università continuerà a fare da “tappo” impedendo lo scambio tra domanda e offerta. E tuttavia l’autonomia del rettorato di via Po a proposito di questo argomento è limitata dal fatto che il numero chiuso di “ Scideform” sia a programmazione nazionale.

«Nei prossimi anni cercheremo di aumentare le immatricolazioni di 50-100 posti — spiega la prorettrice Elisabetta Barberis — ma per avanzare questa richiesta occorre dimostrare che siamo pronti ad accogliere un numero maggiore di studenti. Per questo stiamo investendo per ampliare gli spazi di Savigliano e soprattutto siamo al lavoro per trasferire una parte degli studenti nel nascente polo universitario della Certosa di Collegno».

Proprio in questi giorni sarà fatto un sopralluogo alla Certosa per vedere come procedano i lavori, ma naturalmente non è solo una questione di spazi: « Per aumentare il numero chiuso occorre anche che l’ateneo assuma più docenti e ricercatori, visto che Scienze della formazione ha un numero molto alto di laboratori e tirocini che impongono una presenza elevata anche di tutor», è l’appello di Matteo Leone, presidente di Scideform. Problema di cui l’ateneo è ben consapevole: « Stiamo investendo anche per dare al corso di laurea un numero maggiore di docenti, compatibilmente con il fatto, però, che anche da noi il turnover è negativo e il numero di coloro che escono dall’università è superiore ai nuovi ingressi — continua Elisabetta Barberis — Per Scienze della formazione stiamo facendo molti sforzi, ma soprattutto ci aspettiamo che il prossimo anno il turnover vada in pareggio».
I primi a non smaniare per un allargamento del numero chiuso sono gli studenti. « Non siamo per l’esclusione, anzio in linea teorica saremmo anche favorevoli all’abolizione del numero chiuso — spiega Anita Garrone, rappresentante degli studenti — Però dobbiamo fare i conti con numerosi tirocini e occorrono aule e docenti in numero adeguato se si vuole permettere agli studenti di seguirli senza salti mortali per spostarsi da una parte all’altra o senza pigiarsi in aula».
Dunque a breve termine ( non per il prossimo autunno, ma probabilmente a partire dal 2019) il numero chiuso potrebbe alzarsi e tuttavia non potrebbe mai soddisfare tutti gli aspiranti: « L’anno scorso le domande superavano il migliaio e oltre 800 hanno superato il test d’ingresso per i 350 posti — conferma Leone — Non

stupisce questa richiesta visto che a tre anni dalla laurea il 98- 99 percento dei nostri studenti lavora e, cosa piuttosto rara, fa il lavoro per cui ha studiato». E a dimostrazione del bisogno di docenti c’è anche la continua ricerca di supplenti tra gli universitari, che vengono contattati dai dirigenti scolastici per supplenze sempre più lunghe, non di rado annuali, non solo alla fine degli studi ma già al secondo anno di corso.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...