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Firenze, Renzi ai suoi: “Andiamo nelle case, come ai tempi delle primarie”

Il segretario del Pd allo storico Circolo Vie Nuove: “Molti dicono che il Pd non ce la farà, ma non è così: questa battaglia è nelle nostre possibilità”

arnaldo zeppieri

“Matteo mi devi dare retta, stai di più sui territori”. E detto dalla renziana più renziana d’Italia, la pasionaria Marzia Cappelli, fa certo il suo effetto. Si sa che quando si torna a casa si rimediano anche le ramanzine e così é stato ieri sera per il segretario nazionale del Pd Matteo Renzi che dal circolo Vie Nuove ha dato il via alla sua campagna per il collegio del Senato nel collegio Firenze 1 davanti a 250 fra amministratori e militanti.

“È evidente che la situazione nazionale che si é creata è quella per cui si ritiene che il Pd non ce la faccia. Commentatori e editorialisti hanno gia’ votato ma non é cosi. Certo rispetto al pre referendum é tutto un altro film, ma non dobbiamo stare a piangere o a pensare a cosa fa D’Alema, tanto lui fa quello che ha sempre fatto. Questa è una battaglia nelle nostre possibilità. E sono importanti i collegi perché tirano su anche il proporzionale, dobbiamo fare molto tam tam, metterci in moto, evitare le polemiche, mostrare la squadra. In Toscana i sondaggi sono buoni ma possiamo fare anche meglio e dobbiamo fare più dell’Emilia” ha spronato Renzi.

Il suo obiettivo sulla Toscana è volare oltre il 40%, ma nell’uninominale del Senato vuole andare molto sopra:  60 perché no 70% teorizzano i suoi. In pratica il sogno di affermare la presenza di una sorta di “Renzistan” a casa sua, nonostante i sondaggi del Pd non siano granché. Come fare? Che campagna mettere in piedi? “Dobbiamo rispondere alle bugie di Berlusconi senza sottovalutarlo, faremo di nuovo i cento punti di programma e occhio pure a Di Maio,non so se avete visto che mi segue,va dove vado io. Proposte? Dobbiamo fare di più sulla famiglia, su quello abbiamo fatto poco. Noi comunque andiamo nelle case,come ai tempi delle primarie, io sarò qui due giorni a settimana, voglio dare una mano non fare le americanate, una campagna familiare e seria sui temi” dice Renzi. “Usa le Mobike per spostarti” lo invita qualcuno dalla platea. “Bella idea ma ieri ne ho viste 7 parcheggiate su un marciapiede, eh Dario?” risponde il segretario tirando in mezzo il sindaco Nardella. Non la prima delle “battutine” per l’erede di Palazzo Vecchio: “E la tramvia quando sarà pronta? Ci si fa a fare in tempo una giratina per le elezioni? No eh? Vabbene ce la linea 1…anche la passerella dellIsolotto è  finita in ritardo vabbè…”. Poi un appello sull’oltrarno: “Basta cantieri ora eh”. Quindi addirittura un sondaggio sul “colorino nuovo” di piazza dei Nerli: “Alzate la mano, vi piace o no?”.Seguono altri sondaggi sul ministro Fedeli,

gli 80 euro e le mosse per la campagna elettorale: “Datemi idee, fatemi parlare con le persone, organizzatemi caffè e riunioni, facciamo programmi di collegio, mobilitiamoci”. Tenendo sempre in mente il monito di Marzia: “Matteo te mi devi ascoltare, noi quiil referendum si è vinto sei te che lo hai perso altrove, dammi retta devi stare di più sui territori”. Parole che un appassionato di campagne elettorali come Renzi difficilmente ignorera’.

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