Lazio, Pirozzi riabilita Mussolini: “Fece grandi cose”

Il sindaco di Amatrice in corsa per la Regione Lazio ribadisce: “Mi candido anche se Berlusconi è contrario”. E sul Duce: “Le sue leggi razziali furono una sciagura”. Il Pd: “Come fa Forza Italia ad appoggiarlo?”

arnaldo zeppieri

Le leggi razziali e l’entrata in guerra al fianco di Hitler. Secondo Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice in corsa (per ora solitaria) alla Regione Lazio, furono solo queste le “sciagure” di Benito Mussolini. Per il resto il “Duce ha fatto grandi cose, aveva una visione del Paese”. Dice proprio così, intervistato da Klaus Davi a Klauscondicio, riferendosi alle “alle infrastrutture, alle opere pubbliche, alle politiche sociali realizzate durante il fascismo”. Tra le “ombre” del Ventennio, invece, il primo cittadino elenca giusto “l’aver aderito alle sciagurate leggi razziali e aver fatto entrare l’Italia in guerra al fianco di Hitler”.

Frasi che, nel pieno della campagna elettorale, col centrodestra di Silvio Berlusconi che potrebbe convergere sul nome del primo cittadino del Comune simbolo del terremoto del 2015, accendono la polemica: “Oggi Sergio Pirozzi si lancia inarditi encomi di Benito Mussolini – afferma il deputato del Pd Marco Miccoli – D’altronde Pirozzi è il candidato di Storace e Alemanno. Pirozzi è un fascista, sostiene Casa Pound, ha il busto di Mussolini in casa, si fa fotografare con fascisti di ogni tipo, compreso il tuffatore (pure NoVax) che a Capodanno si butta al Tevere. Per lui è normale fare le lodi del Duce. Ma come fa Forza Italia, Silvio Berlusconi, che si rifanno al popolarismo europeo, ad appoggiare e sostenere un nostalgico del Ventennio e del Duce?”.

Già, perché adesso la palla passa al partito del Cavaliere che fino a due giorni fa puntava su Maurizio Gasparri per la corsa alla Regione Lazio. Un nome che, a guardare i sondaggi di questi giorni, non scalda i cuori dell’elettorato di centrodestra nel Lazio. Ma la candidatura del senatore di Forza Italia è messa in crisi più che altro dalla presenza in campo proprio di Pirozzi che, ha spiegato ieri, è convinto di continuare la sua corsa “anche se mi chiedesse personalmente di non candidarmi”. E così, alla fine, messo alle strette, il Cavaliere potrebbe convincersi ad appoggiare (forse in ticket con l’ex capo della protezione civile Guido Bertolaso) il sindaco di

Amatrice. Le manovre sono in corso e la scelta dovrebbe essere resa nota entro lunedì. Intanto, Pirozzi, prosegue nella sua campagna: “Non mi sento per niente un ‘sex symbol’ – ha dichiarato ieri – e penso che quelle persone che mi definiscono un bell’uomo abbiano seri problemi di vista. Penso che il gradimento dei candidati dovrebbe essere misurato andando in giro in mezzo alla gente, nei mercati, nelle piazze, in metropolitana, sul bus”.

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