Emergenza rifiuti, l’Abruzzo a Campidoglio: “Abbiamo detto sì perchè non mandate i camion?”

arnaldo zeppieri

Ignorati i due documenti inviati ad Ama e al Comune.  Avrebbero scongiurato l’emergenza di NataleSi sarebbe potuta evitare l’emergenza rifiuti che, tra Santo Stefano e l’Epifania, fatto tracimare i cassonetti, lasciato cumuli di sacchetti in strada. Tanto da innescare – a ridosso di Capodanno – la corsa contro il tempo della giunta Raggi, scandita da accelerazioni e altrettanto repentine retromarce, per esportare fuori regione l’indifferenziata in eccesso che Ama non riusciva a trattare e smaltire. E che il 3 gennaio ha anche portato all’attivazione del tritovagliatore mobile a Ostia, smentendo tutti i giuramenti fatti per mesi dalla sindaca.

Manovre e promesse naufragate sotto il peso dei diktat dei vertici del M5S. Che non sarebbero state necessarie se amministrazione comunale e municipalizzata avessero utilizzato l’aiuto garantito in tempi non sospetti dalla Regione Abruzzo, su richiesta esplicita di Campidoglio e Ama: l’invio di quasi 9mila tonnellate aggiuntive di ” tal quale” da esportare negli impianti Tmb di Aielli, in provincia dell’Aquila, dal 15 al 30 dicembre. Esattamente i giorni in cui i rifiuti si sono accumulati negli stabilimenti romani, fino a salutarli, rallentando la raccolta stradale.

Due documenti, finora inediti, a provano questa disponibilità che avrebbe potuto scongiurare l’emergenza e non è stata invece sfruttata. Documenti che gettano una nuova luce su quanto accaduto nell’ultimo mese e mezzo, svelando approssimazione, sottovalutazione ed errori commessi dagli amministratori grillini.

Tutto comincia il 29 novembre, quando l’assessore regionale ai Rifiuti Mauro Buschini convoca nei suoi uffici l’assessora Pinuccia Montanari, che si presenta accompagnata dal neo- direttore operativo di Ama Bagatti. Buschini – preoccupato per il fatto che a settembre la Rida Ambiente ha bloccato la ricezione di 160 tonnellate al giorno di immondizia romana nei suoi impianti di Aprilia ( come ritorsione al rifiuto della Regione di autorizzare una nuova discarica) – chiede a Montanari se servano misure straordinarie per evitare criticità a Natale, al netto degli accordi già avviati per il trasferimento ordinario in altre regioni. Montanari avanza tre richieste. La prima è di aumentare il conferimento nei Tmb di Aielli , dove Ama dal 2015 porta 170 tonnellate di rifiuti al giorno.

Anche perché – aggiunge l’assessora – il plafond annuale a disposizione di Roma è ormai esaurito e presto si sarebbero interrotti i viaggi dei camion verso la Marsica. Buschini allora chiama subito il presidente dell’Abruzzo Luciano D’Alfonso. Che, il 14 dicembre, firma un’ordinanza urgente che impone alla società Aciam (gestore di Aielli) di sforare l’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale, e di accogliere fino a un massimo di 8.875 tonnellate ulteriori di scarti cittadini “per sopperire all’emergenza nel territorio del Comune di Roma Capitale dal 15 dicembre al 31 dicembre 2017″.

Sia Montanari sia Ama, dimenticano o non ritengono di dover portare fuori città – dalla seconda metà di dicembre- quelle 350 tonnellate circa di spazzatura quotidiana che hanno cominciato ad accumularsi in strada. E Aciam il 10 gennaio comunica alle varie istituzioni, tra cui i ministeri dell’Ambiente e della Salute, le Regioni Abruzzo e Lazio, oltre che all’Ama, di aver ricevuto solo ” un quantitativo di 1.734,15 tonnellate”. Settemila in meno di quelle pattuite. Sufficienti a scongiurare il caos ed evitare a Roma una figuraccia internazionale.

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