cronaca HOME

Rapporto Caritas, Roma ‘capitale’ anche della povertà: emergenza abitativa per 30 mila famiglie

Il popolo dei senza dimora arriva secondo alcune stime fino a 16mila persone

Se l’Italia, soprattutto l’universo giovanile, ha accusato perduranti ferite a causa della lunga crisi, Roma è anche in questo ‘capitale'”. Lo sottolinea Caritas Roma nel suo rapporto sulla povertà nella città. “Ma la povertà può assumere anche sembianze imprevedibili: forme di vero e proprio ‘barbonismo domestico’, cioè persone in abbandono totale pur essendo proprietari di una casa”.

Secondo i dati del rapporto sono circa 7.500 le persone in povertà estrema a Roma. Gli italiani sono il 45%, il 33,5% possiede un diploma di scuola media superiore. I numeri, dalla Sala Operativa Sociale di Roma, indicano tra le 14mila e le 16mila le persone senza fissa dimora a Roma. Oltre il 34% di loro è in strada da più di 4 anni: come dire che una volta finiti in strada non è facile uscirne. I servizi della Caritas cui si rivolgono prevalentemente sono le mense, le unità di strada, le accoglienze notturne. La povertà – si legge nel rapporto – può assumere anche sembianze imprevedibili: forme di vero e proprio ‘barbonismo domestico’, cioè persone che si riducono in abbandono totale pur essendo proprietari di una casa.

I poveri di oggi, afferma il rapporto, sono diversi dalla figura del barbone degli anni ’80 e ’90: tanto che Caritas, in base alla sua vasta esperienza del territorio ha messo a punto una sorta di tipologia (che evidentemente non vuole esaurire le modalità di poverta’). Vi si ritrovano: persone senza dimora poco competitive sul mercato del lavoro (una sorta di esodati informali); persone senza dimora anziane con vissuti di homeless di lungo corso (con almeno 10 anni di strada e caratterizzate da un declino psicofisico adattivo); persone senza dimora giovani attivabili al lavoro (tra i 20 e i 45 anni); persone senza dimora coinvolte in percorsi sanitari (dimissioni da ospedali, malattie croniche invalidanti); persone senza dimora con problematiche psichiche diagnosticate (per esempio seguite dai Centri di salute mentale); persone senza dimora con problematiche di droga e di altre dipendenze; persone senza dimora diventate tali a causa di violenze domestiche (in particolare donne e bambini); persone senza dimora diventate tali a seguito di un progetto migratorio fallito o transito migratorio nella città di Roma.

L’emergenza abitativa coinvolge a Roma almeno trentamila famiglie (richieste di alloggio popolare, sfratti, occupazioni abusive, residence per l’assistenza alloggiativa temporanea più un vasto sommerso perennemente in difficoltà strutturale). E’ quanto emerge dal Rapporto della Caritas ‘La povertà a Roma: un punto di vistà presentato oggi, che sottolinea anche un’altra emergenza (gli sfratti), tutto a fronte delle oltre 130mila case sfitte nella citta’.
Il problema essenziale – si legge – è che non esiste un’offerta abitativa in affitto a prezzi accessibili. Il vuoto dell’azione pubblica e la bolla speculativa hanno finito col produrre conseguenze severe, come il fenomeno delle occupazioni abusive. A Roma il patrimonio abitativo pubblico consta di 76.000 alloggi (tra Ater e proprietà diretta del Comune).

Basterà operare un confronto con altre città europee per capire: per quanto riguarda gli alloggi in affitto sociale, a livello europeo si rileva una media del 13,7% degli alloggi costruiti, Roma raggiunge solo il 4,3%. Malgrado le molte case rimaste invendute o sfitte, gli sforzi di introdurre accanto all’edilizia residenziale pubblica un comparto di housing sociale sembra non decollare.

Anni di ‘ubriacatura diffusà sulla casa di proprietà come un bene possibile per tutti – continua il rapporto Caritas – hanno relegato questo argomento agli ultimi posti nella graduatoria delle necessita’, oltre a drogare in maniera irresponsabile la corsa alla costruzione di nuove case; corsa che ha lasciato un’eredità pesante con oltre 130.000 case sfitte nella città di Roma, e parti urbanistiche della metropoli seriamente compromesse, specialmente in alcune nostre periferie.

In realtà la questione casa è emergenziale almeno per due motivi: lo svantaggio economico di un’ampia fascia di cittadini sommata ad un’azione pubblica che appare del tutto insufficiente e lascia soli di fatto i cittadini meno abbienti. E’ tempo di uscire da quella ‘ubriacaturà e guardare in faccia la realta’: sono troppe le persone, troppe le famiglie e troppi i giovani che non riescono ad accedere alla casa. Nel 2017 anche la pratica dell’assegnazione

delle case – ricorda la Caritas – ha subito un brusco ridimensionamento; le erogazioni di contributi pubblici per l’affitto procedono a rilento. Oltre 5.000 persone occupano stabili. Circa 1.400 persone vengono “assistite” nei residence al costo, seppur ridotto, di circa 30 milioni di euro l’anno. Sono circa
90mila gli studenti fuori sede, che a fronte delle poche centinaia di posti letto dell’ADISU, finiscono spesso nella spirale degli affitti in nero.

0 commenti su “Rapporto Caritas, Roma ‘capitale’ anche della povertà: emergenza abitativa per 30 mila famiglie

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: