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New York, piomba con furgone sulla pista ciclabile: 8 morti. L’attentatore: «Ho agito per l’Isis»

Sayfullo Saipov, il killer di New York che alla guida di un pick up è piombato su una delle più affollate piste ciclabili di Manhattan provocando otto morti e una dozzina di feriti, ha agito per l’Isis. Alcuni appunti scritti a mano e rinvenuti vicino al furgoncino bianco, affittato da Home Depot in New Jersey, mostrano – secondo indiscrezioni – la sua fedeltà allo stato islamico, di cui aveva anche una bandiera. Nessun collegamento diretto è però per ora emerso: le indagini continuano in attesa di sentire proprio l’aggressore, ricoverato in ospedale dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Alla guida del suo furgoncino Saipov si è prima scontrato con un pulmino di una scuola nelle vicinanze, poi è sceso agitando quelle che sembravano due armi.

L’attentatore
Saipov non è americano, è dell’Uzbekistan, paese non incluso nel bando agli arrivi dalle nazioni a maggioranza musulmana di Trump. È arrivato negli Stati Uniti nel 2010 ed è munito, riporta Fox, di carta verde che gli consente di lavorare nel paese. Saipov era un autista per Uber: una persona «molto amichevole» lo descrive un suo amico. Con la moglie e i due figli abitava in New Jersey, a Paterson, ma quando è stato fermato dalla polizia era in possesso di un documento rilasciato a Tampa, in Florida. Saipov è l’autore della ‘strage di Halloween’ che ha fatto sprofondare New York di nuovo nella paura.
Un video lo mostra correre per le strade, prima di essere fermato dall’agente Ryan Nash con un colpo di pistola allo stomaco.

Nonostante la paura New York però non si ferma. La consueta parata di Halloween si svolge per le strade della città alla presenza del sindaco Bill de Blasio e del governatore Andrew Cuomo. Le misure di sicurezza sono imponenti: pur essendosi trattato – secondo le prime indicazioni – di un attacco condotto da un ‘lupo solitariò, le indagini sono ancora in una fase iniziale e la precauzione è d’obbligo. Alla luce dell’attacco e con la memoria ancora fresca di quanto accaduto a Boston nel 2013, la maratona di New York, in calendario domenica 5 novembre, sarà blindata. Le indagini procedono veloci: l’obiettivo è accertare se Saipov fosse o meno parte di una rete. Controlli sono scattati nella moschea che frequentava in New Jersey, e che era finita nel mirino della polizia nel 2006 nell’ambito del criticato programma di sorveglianza delle comunità musulmane. Il passato di Saipov non ha finora rivelato sorprese, se non alcune infrazioni stradali

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