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Facebook avanza sui pagamenti digitali

Un nuovo sistema in Facebook per lo scambio di denaro “person-to-person”. Da oltreoceano rimbalzano rumors su novità in fase di test in casa del colosso di Menlo Park.

downloadLe indiscrezioni sono circolate online e in parte sono state confermate al sito Recode. Insomma, ulteriori segnali dell’esistenza di filoni di lavoro su un tema, quello dei digital payments, dove i colossi dell’hi-tech hanno deciso di dare e di darsi battaglia. Da Samsung ad Apple, Google, Facebook, tutti i big dell’industria hi-tech stanno muovendosi. Anche Whatsapp, l’applicazione di messaggistica di proprietà di Facebook dal 2014, secondo indiscrezioni mai confermate dal gigante che fa capo a Mark Zuckerberg sarebbe alle prese con una fase di test che dovrebbe portare al rilascio di “Whatsapp Payments”. In Europa invece la francese Orange ha annunciato la scorsa settimana il lancio di “Orange Bank”, con bonifici via sms, pagamenti via Iphone o Android, ma anche il blocco della carta in un colpo di click. Insomma, le funzionalità della banca, ma attraverso l’applicazione Orange scaricata sullo smartphone.

Questo è il contesto in cui ci si muove e in cui sono da leggere le indiscrezioni che arrivano dagli Usa sulla nuova funzionalità “Red envelope”, in riferimento alle buste rosse usate in Cina per regalare denaro in occasione di ricorrenze. Con la nuova funzione si potrà scegliere un importo massimo di 20 dollari che potrà essere spedito ad altro utente insieme a una sorta di cartolina virtuale e a un messaggio personalizzato.

La particolarità, e la rilevanza, del test di Facebook sta nel fatto che anche all’interno della stessa piattaforma si verrebbero a creare le condizioni per uno scambio di denaro fra utenti come già avviene nella chat Messenger negli Usa e, come comunicato ieri, a breve anche in Uk, scelto come primo Paese fuori dagli Usa per avviare il servizio. Di certo con “Red envelope” si verrebbe a introdurre un sistema di pagamenti che avrebbe del resto un suo perché anche alla luce della nuova funzionalità “Marketplace”: vetrina-mercato dell’usato condivisa fra utenti della piattaforma.

Si tratta di test interni e occorrerà quindi attendere. Certo è che c’è un aspetto di sistema da tenere in considerazione. Lato Facebook il fatturato pubblicitario incide per il 98% sul totale e il resto è imputabile a “Payments & Other Fees revenue”. Il mondo dei “servizi” ha però ampi margini di crescita. In questo modo, con un buon “motore di ricerca” il mondo Facebook potrebbe andare a configurarsi quasi come un ecosistema web parallelo in cui far diventare legittima la domanda: perché uscire da Facebook e navigare altrove online quando lì si può trovare tutto?

Dagli Usa è poi arrivata un’ulteriore indiscrezione su un test riguardante un tag “breaking news”, a disposizione degli editori per valorizzare le ultime notizie pubblicate. Su questo versante non ci sono ulteriori indicazioni ma Facebook, nelle scorse settimane, ha confermato che entro l’anno partiranno le sperimentazioni per le news a pagamento con dieci editori internazionali.

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