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Weinstein espulso dagli Oscar, Mia Farrow: “È la fine di una terribile epoca”

Hollywood apprezza la decisione dell’Academy. Woody Allen definisce “triste” l’intera vicenda. Il produttore accusato anche da Sienna Miller e Felicity Huffman di essere state obbligate a indossare gli abiti del brand della moglie

121427896-2aa96d7f-d449-4ff8-b5c7-4d3fca9409ac.jpgHollywood applaude alla decisione dell’Academy di espellere Harvey Weinstein, il produttore al centro del più grave scandalo sessuale che abbia mai colpito il mondo del cinema. “Orgogliosa dell’Academy. Harvey Weinstein è fuori. Ce ne sono altri, ma speriamo di stare assistendo alla fine di una terribile epoca”, ha twittato Mia Farrow, mentre l’attore americano Ron Perlman, vincitore di un Golden Globe, ha scritto: “Come membro della Academy sono orgoglioso della decisione di espellere Harvey Weinstein”. Il produttore pluripremiato Jeff Most ha sottolineato: “I produttori godono di posizioni di potere uniche a Hollywood e questo potere deve essere gestito responsabilmente e con integrità. Altrimenti, come abbiamo visto, bisogna essere disposti a subirne le conseguenze”.

I vertici dell’Academy sono stati convocati d’urgenza nel quartier generale di Beverly Hills per quella che viene vista come una vera e propria emergenza. I 54 membri del board, di cui circa la metà sono donne, hanno esaminato l’intera vicenda venuta fuori dopo lo scoop del New York Times l’inchiesta di Ronan Farrow (figlio di Mia Farrow) sul New Yorker in cui ha riportato la drammatica testimonianza di Asia Argento. E alla fine si è deciso per la linea più dura, con il voto favorevole di oltre due terzi dei componenti. Anche se è stata evitata un’altra mossa clamorosa: ritirare l’Oscar vinto nel 1999 con Shakespeare in Love, film prodotto proprio da Weinstein. L’Academy ha poi spiegato che l’intento della decisione è non solo quello di “separarci da qualcuno che non merita il rispetto dei colleghi” ma anche “inviare un messaggio: l’era della deliberata ignoranza e della vergognosa complicità in un comportamento sessuale predatorio e di molestie sul lavoro nella nostra industria è finito”.

L’espulsione immediata di un membro è una decisione che ha dei precedenti ma è rarissima. Con oltre ottomila membri, l’Academy nel corso dei 90 anni di attività ne aveva espulso sono uno, nel 2004. Ma adesso potrebbero tornare nel mirino vicende come quelle di Bill Cosby, molto simile a quella di Weinstein: l’attore è infatti ancora sotto processo per le accuse di molestie sessuali mosse da decine di donne. E poì c’è il caso Polanski, costretto a lasciare gli Usa per evitare il carcere dopo l’accusa di aver stuprato una tredicenne nel 1977. E Mel Gibson, con le sue invettive antisemitiche e le violenze domestiche.

FOCUS – Caso Weinstein

Intanto si allunga di ora in ora l’elenco delle donne che accusano Weinstein di molestie e abusi sessuali. Un comportamento che la star della tv americana Oprah Winfrey ha definito “orribile”, denunciando i “silenzi complici” da parte di tante personalità dello star system che probabilmente sapevano ma hanno sempre taciuto. Anche la direttrice di Vogue AmericaAnna Wintour, parla del coraggio di chi ha parlato, affermando che “tutti hanno un ruolo nel creare un ambiente sicuro dove tutti possano sentirsi liberi di lavorare senza paura”.

Il turbinio di accuse su Weinstein sta travolgendo anche Georgina Chapman, 41 anni, che lo ha lasciato dopo dieci anni di matrimonio e due figli di 7 e 4 anni. Alla guida del brand Marchesa, fondata nel 2004 con la partner Keren Craig, Chapman era già stata sfiorata dal sospetto che la sua linea di abiti avesse successo solo per il legame con il mogul di Hollywood. Dopo lo scandalo, l’attrice Sienna Miller, che indossava Marchesa ai Golden Globe del 2007, ha lasciato intendere di esser stata incoraggiata a scegliere il brand. Lo stesso ha affermato Felicity Huffman, che ha dichiarato di essere stata costretta a indossare abiti Marchesa in occasione dei Golden Globe nel 2006 in cui era candidata per Desperate Housewifes e Transamerica. Tra le dive che hanno indossato creazioni del brand ci sono anche Renée Zellwegger, Sandra Bullock, Nicole Kidman, Jennifer Lopez, Jennifer Lawrence, Halle Berry e Cate Blanchett.

Woody Allen commenta le accuse contro Weinstein, dicendo di essere “addolorato” per le vicende che hanno coinvolto il produttore che lo aiutò a raivviare la sua carriera nei primi anni Novanta quando fu lui stesso accusato di aver molestato la figlia adottiva Dylan (accuse da cui è stato di recente scagionato dal figlio adottivo Moses). Il regista ha detto di aver sentito in passato delle voci, ma non “tutte queste orrende storie” che lo riguardano. “Nessuno mai mi è venuto a dire queste orribili storie in modo serio – ha detto Allen alla Bbc -. E non vedo perché avrebbero dovuto farlo, erano interessati solo a fare i film. Nel nostro mondo si sentono continuamente storie di ogni tipo. Alcune poi si rivelano vere, altre, la gran parte, sono solo storie su qualche attore o attrice”. “L’intera faccenda è davvero molto triste per tutti coloro che ne sono coinvolti. Tragica per le povere donne coinvolte, triste per Harvey la cui vita è stata stravolta” ha aggiunto il regista. “Non vorrei che portasse a un clima di caccia alle streghe  – ha concluso – dove ogni ragazzo in un ufficio che guarda a una donna deve improvvisamente chiamare un avvocato per difendersi. Anche questo non è giusto. Certo, speri che qualcosa di simile possa trasformarsi in un beneficio per le persone, piuttosto che una situazione triste o tragica”Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha avviato l’iter per ritirare la Legione d’onore consegnata dall’ex capo di Stato Nicolas Sarkozy al produttore Harvey Weinstein nel 2012. Macron ritiene che il potente produttore di Hollywood abbia avuto un “comportamento contrario all’onore”, per cui ha chiesto alla Grande cancelleria della Legione d’onore di aprire un’indagine per determinare se il riconoscimento si possa ritirare. L’organo, incaricato di attribuire le prestigiose medaglie, dovrà emettere una raccomandazione dopo avere ascoltato, fra le altre, le opinioni del ministro francese degli Esteri Jean-Yves Le Drian. Sarà questa indagine a determinare se ci sarà effettivamente il ritiro dell’onorificenza a Weinstein e, in caso affermativo, la misura sarà adottata per decreto presidenziale

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