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Pizzicotti e tirate di capelli: le accuse alla maestra arrestata

Avrebbe generato in classe un clima di vero e proprio terrore  la maestra di 64 anni arrestata in flagranza, due giorni fa, dai carabinieri della compagnia di Pescara con l’accusa di maltrattamenti nei confronti di alcuni suoi alunni della quinta elementare. Bambini quindi di appena dieci anni. Bastava che uno di loro non si comportasse come doveva e giù pizzicotti, tirate di capelli e strattonamenti, accompagnati spesso da urla. Il tutto avveniva nel chiuso di un’aula della scuola primaria nel quartiere Zanni. Gesti quelli della maestra, ora rinchiusa su disposizione del pm Anna Benigni ai domiciliari, se non quotidiani quasi. L’ultimo episodio della serie, giovedì. Talmente eclatante da far scattare immediatamente l’arresto. La donna, che era controllata e monitorata dai carabinieri attraverso una telecamera installata di nascosto in classe, è stata vista strattonare con violenza una bambina per indurla ad uscire dall’aula. A questo punto, si è deciso di intervenire. E dopo pochi minuti, tre carabinieri in borghese si sono presentati a scuola e in maniera tranquilla, senza turbare, i bambini l’hanno invitata ad uscire dalla classe e a seguirli. La maestra, che nelle prossime ore sarà ascoltata dal gip Antonella Di Carlo per la convalida dell’arresto, è apparsa frastornata e turbata. Gli accertamenti proseguono ora per verificare se fosse solita adottare i rigidi metodi educativi anche in altre classi, se l’abbia fatto in passato.

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