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L’Aquila, il 5G entrerà nel cuore dei servizi: mobilità, sanità e videosorveglianza

di Stefano Dascoli
L’AQUILA – A differenza delle altre sperimentazioni, quella aquilana sul 5G sarà incentrata maggiormente su aspetti reali della vita: monitoraggio strutturale, sanità elettronica, mobilità, sicurezza del territorio. Il progetto complessivo di Open Fiber e Wind 3, aggiudicatari della gara, sarà presentato in città entro fine novembre, alla presenza del sottosegretario Giacomelli. Cominciano a filtrare, però, alcuni dettagli. Intanto c’è una specificità dell’Aquila rispetto alle altre città: all’operatore è stato proposto uno scenario dinamico e pronto a mettere a fattor comune competenze e dotazioni. Un aspetto riconosciuto da tutti anche in sede nazionale. La seconda chiave, appunto, è quella che si entra nel merito di servizi concretamente di rilievo, con un impatto significativo e con player di livello: ad esempio per la mobilità c’è Fca. In altre zone (vedi Milano) la sperimentazione sarà molto più tecnologica e meno collegata a servizi reali. E’ stata considerata di rilievo, poi, l’azione fatta con Zte, il colosso che qui impianterà un centro di ricerca. A tal punto che L’Aquila è ormai un modello d’azione per creare nelle zone coinvolte le condizioni di ecosistema favorevole, anche per l’attivazione di startup tecnologiche.

Un grande elemento di stimolo: da una parte il green field, il terreno fertile, dall’altra la necessità di una linea di indirizzo per il rilancio della città. Con l’Università al centro. C’è poi anche una buona coesione politica: nonostante il cambio di colore l’amministrazione comunale attuale supporta e ritiene il progetto altamente strategico, così come era avvenuto in precedenza. Da qui a fine sarà organizzato il piano di lavoro. Entro metà 2018 saranno dispiegate le infrastrutture e da lì inizierà la fase di sperimentazione vera e propria. Legata alla disponibilità di prototipi, che saranno utilizzati per la prima volta al mondo, di alcune tecnologie che si stanno sviluppando ora. Nell’ultima fase di sperimentazione, nell’ultimo anno, è previsto un coinvolgimento, seppur molto limitato, della popolazione: saranno distribuiti terminali ad alcuni cittadini in una vera e propria fase pre-commerciale. Nel frattempo c’è stato un primo passaggio in Consiglio dei ministri per il bando sulle nuove frequenze che frutterà allo Stato 2,5 miliardi. Per gli operatori un investimento importante quando il 4g non ha espresso ancora tutto il suo potenziale. Un rischio che dà ancora più importanza alle sperimentazioni.

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