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Fiorello e la lettera di Weinstein: “Anche io minacciato dal produttore”

Il racconto, accompagnato dalla solita ironia, durante la nuova trasmissione dell’artista siciliano in onda su Facebook. L’uomo, oggi accusato di violenze sessuali da molte star, aveva scritto al comico: “Tu forse non hai capito a chi hai detto no”

arando zeppieri_roma_natale_1.jpgROMA – Anche Rosario Fiorello è stata una delle ‘vittime’ del produttore cinematografico Harvey Weinstein, anche se con un’accusa molto meno grave rispetto alle donne che in queste settimane hanno deunciato di essere state molestate e violentate.

Il racconto, con l’ironia che è caratteristica dello showman, è arrivato durante la prima puntata della sua nuova trasmissione, ‘Il socialista’, in diretta audio su Facebook. Fiorello ha raccontato di una lettera di minacce ricevuta proprio da uno degli uomini più influenti di Hollywood.

La vicenda Weinstein ha acceso il dibattito sulle violenze in tutto il mondo e anche in Italia, dopo la denuncia fatta da Asia Argento. A dare il là allo scandalo un’inchiesta del New Yorker firmata da Ronan Farrow, in cui sono state riportate le testimonianze delle donne molestate da uno dei padroni del grande schermo.

Fiorello ha raccontato, con il consueto tono scherzoso e senza lesinare battute, di aver ricevuto una lettera in cui il produttore, dopo avere incassato un “no” per una parte in uno dei suoi film, gli aveva scritto, minacciandolo che Hollywood gli avrebbe chiuso per sempre le porte: “E’ per questo che non mi avete mai visto in Guerre Stellari e Rocky”, ironizza.

L’incontro tra i due avvenne quando lo showman partecipò alle riprese del film Il talento di Mr.Ripley, uscito nel 1999 e prodotto dallo stesso Weinstein, con la regia di Anthony Minghella e con Matt Damon, Jude Law e Gwyneth Paltrow. “All’epoca – ha spiegato Fiorello – la Paltrow era fidanzata con Ben Affleck e alle feste poteva capitare di incontrare Weinstein che, con atteggiamento godone, seduto sul divano con le gambe aperte, ordinava champagne anche per darlo da bere alle piante”.

Alcuni anni dopo quella sera Fiorello venne ricontattato per un ruolo marginale nel film ‘Nine’, un musical diretto da Rob Marshall, in cui avrebbe dovuto interpretare un elegante cantante italiano che si esibisce mentre i protagonisti parlano tra loro in una sala da ballo. Fiorello racconta che non ci pensò due volte e rifiutò l’offerta valutando, tra l’altro, che era agosto e che, conoscendo gli americani, lo avrebbero trattenuto 25 giorni per girare una sola scena.

“Fu a quel punto – ha rivelato alla fine – che la società di produzione cinematografica di Harvey Weinstein mi inviò una lettera a sua firma. Mi scrisse che non potevo non accettare e che lui non poteva tollerare che

un signor nessuno come me gli dicesse di no. Mi scrisse che Minghella aveva molta stima di me e cose tipo ‘come osi rifiutare’ e ‘tu forse non hai capito a chi hai detto no’, con una conclusione del tipo: ‘Dopo questo rifiuto, non lavorerai mai più in America’”.

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